Teheran boccia il piano di pace e fa una controproposta in 10 punti, Trump: «Insufficiente»
L’accordo quadro di Islamabad prevedeva un cessate il fuoco di 45 giorni, ma l’Iran «non riaprirà Hormuz per una tregua temporanea»(Ansa)
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L'Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz: lo riferisce Reuters online citando fonti anonime informate. L'accordo quadro è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte.
Il piano delineato prevede un approccio in due fasi, con un immediato cessate il fuoco seguito da un accordo globale. L’intesa, denominata “Accordo di Islamabad”, prevede anche la riapertura di Hormuz «entro 15-20 giorni».
Donald Trump ieri aveva dato 48 ore di tempo per riaprire lo Stretto, minacciando a partire da martedì attacchi a ponti e infrastrutture energetiche.
Teheran ha respinto al mittente l’ultimatum e il momentaneo cessate il fuoco: un altro funzionario iraniano ha detto che «non riapriremo lo Stretto di Hormuz in cambio di una tregua temporanea». Teheran ha presentato una controproposta in 10 punti, trasmessa agli Usa tramite il Pakistan, che include una serie di richieste, tra cui la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, la ricostruzione e la revoca delle sanzioni.
Le notizie del 6 aprile
- Erdogan: «Israele blocca gli sforzi per fermare la guerra»
"Il governo israeliano continua a ostacolare ogni tentativo di porre fine alla guerra". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, criticando lo Stato ebraico anche per gli attacchi contro il Libano. "Come Turchia, continueremo a far sentire la nostra voce per la pace", ha aggiunto il leader turco, in un discorso dopo una riunione di gabinetto ad Ankara, trasmesso dalla tv di Stato Trt. Parlando dei problemi energetici dovuti alle restrizioni dei transiti nello Stretto di Hormuz, Erdogan ha dichiarato che da quando è iniziato il conflitto la Turchia non ha avuto "problemi in termini di sicurezza dell'approvvigionamento energetico e dello stoccaggio".
Netanyahu: «Abbiamo distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran»
''Oggi abbiamo distrutto il più grande impianto petrolchimico in Iran. Ciò significa che stiamo smantellando sistematicamente la macchina finanziaria delle Guardie Rivoluzionarie. Stiamo distruggendo fabbriche, eliminando agenti e continuiamo a eliminare alti funzionari''. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video registrata. ''L'Iran non è più lo stesso Iran e Israele non è più lo stesso Israele. Israele è più forte che mai e il regime terroristico in Iran è più debole che mai. Qual è il segreto? Fede e potere. Di entrambi ne abbiamo in abbondanza'', ha aggiunto Netanyahu.
- Trump: «Inviate armi a manifestanti Iran, un altro gruppo le ha tenute»
"Abbiamo inviato delle armi in Iran. Erano destinate ai manifestanti, ma un altro gruppo se le è tenute". Lo ha ribadito Donald Trump.
Trump: «La proposta dell'Iran è un grande passo ma insufficiente»
La proposta dell'Iran è un "grande passo", ma "non è sufficiente". Lo ha detto Donald Trump ribadendo che l'Iran non può avere l'arma nucleare. "Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose", ha osservato. Trump ha poi ribadito la deadline, martedì è la scadenza definitiva per l'Iran per fare un accordo. «Potremmo già andarcene dall’Iran, ma vogliamo finire il lavoro», ha detto il presidente Usa.
- Israele, effettuati attacchi contro gli aeroporti di Teheran
L’aeronautica israeliana ha annunciato di aver condotto durante la notte una "ondata su larga scala di attacchi" contro velivoli e strutture negli aeroporti di Teheran, che secondo Israele sono stati utilizzati dalle forze armate iraniane e dai Guardiani della Rivoluzione. Decine di caccia israeliani - afferma l'esercito - hanno colpito "una varietà di asset aerei" appartenenti all’aeronautica iraniana, inclusi aerei ed elicotteri, nonché infrastrutture militari presso l’aeroporto internazionale di Mehrabad e gli aeroporti Bahram e Azmayesh nella capitale iraniana, riducendo ulteriormente “le capacità aeree del regime".
- Iran rifiuta la tregua temporanea, risposta a Usa trasmessa via Pakistan
L'Iran ha rifiutato la proposta di un cessate il fuoco temporaneo nella risposta inviata agli Stati Uniti attraverso la mediazione del Pakistan. Secondo il corrispondente di politica estera dell’agenzia iraniana Irna, nella sua risposta composta da dieci paragrafi, l’Iran ha sottolineato la necessità di una fine permanente della guerra, tenendo conto delle proprie considerazioni. La risposta include una serie di richieste da parte di Teheran, tra cui la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, la ricostruzione e la revoca delle sanzioni. Secondo una fonte americana, la risposta dell'Iran è "massimalista" e "non è chiaro se consentirà progressi verso una soluzione diplomatica".
- Netanyahu: «Non ci fermeremo finché la minaccia non sarà eliminata»
"Continueremo con tutta la nostra forza, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà eliminata e tutti gli obiettivi di guerra non saranno raggiunti": lo scrive Benyamin Netanyahu in un post su X dopo l'uccisione Majid Khadami, capo del dipartimento di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, e di Athar Bakri, comandante della Sezione 840 della Forza Quds, "responsabile di attacchi contro ebrei e israeliani in tutto il mondo". "Coloro che lavorano per assassinare i nostri cittadini, coloro che dirigono il terrore contro lo Stato di Israele, coloro che costruiscono l'asse iraniano del male, il loro sangue ricade sulle loro teste. Agiamo con forza e determinazione: raggiungeremo chiunque cerchi di danneggiarci", aggiunge Netanyahu.
- Hormuz, Teheran: «Le navi di Paesi amici passano a pagamento, per quelle dei Paesi ostili transito vietato»
Anche le navi di paesi amici devono pagare per attraversare lo stretto di Hormuz. E' quanto riporta l'agenzia Nournews in relazione alla notizia che l’Iran avrebbe concesso l’autorizzazione alle navi irachene a transitare nello Stretto di Hormuz. "Una fonte informata - si legge sul sito dell'agenzia - ha fatto riferimento a un nuovo protocollo redatto e adottato per il traffico navale nello Stretto di Hormuz, affermando che il rilascio di permessi per un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz per i Paesi amici avverrà esclusivamente previo pagamento di tariffe di sicurezza, e nessun Paese sarà esentato da questo requisito". La fonte ha inoltre sottolineato che la strategia del Paese è quella di compensare parte dei danni derivanti dall’aggressione nemica attraverso la riscossione di tariffe di sicurezza sullo Stretto di Hormuz. L’attuazione del nuovo protocollo sarà applicata rigorosamente a tutti i Paesi non ostili, inclusi gli Stati amici.
- Trump non ha ancora approvato la tregua di 45 giorni
Donald Trump non ha per ora approvato un cessate il fuoco di 45 giorni proposto dai mediatori. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca citato dai media americani.
- Per la Casa Bianca cessate il fuoco 45 giorni è una delle idee in discussione
Il piano per un cessate il fuoco di 45 giorni fra Stati Uniti e Iran è "una delle tante idee" sulle quali si discute al momento. È quanto ha detto un funzionario della Casa Bianca al giornalista Barak Ravid di Axios. Secondo la fonte citata dal giornalista, Donald Trump "non ha ancora dato il suo benestare" e "l'operazione Epic Fury prosegue".
- Iran: «Con attacchi ai siti rischio fughe radioattive, l’Aiea non fa nulla»
"L'inazione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica riguardo agli attacchi statunitensi e israeliani contro siti nucleari iraniani come la centrale di Bushehr incoraggia gli aggressori a proseguire i loro attacchi spietati, che violano il diritto internazionale e costituiscono crimini contro l'umanità": lo ha dichiarato Mohammad Eslami, capo dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran. L'unica centrale nucleare iraniana ancora funzionante, quella di Bushehr, è stata colpita finora quattro volte, ha aggiunto Eslami in una lettera al direttore generale dell'AIEA, Rafael Gross, citata dall'agenzia ISNA, avvertendo: "Tali attacchi potrebbero comportare il rischio di rilascio di radiazioni radioattive da un reattore in funzione e potrebbero avere conseguenze irreparabili per le persone, l'ambiente e i paesi limitrofi".
- Raid di Israele sul complesso petrolchimico iraniano di South Pars
Il complesso petrolchimico iraniano di South Pars a Asaluyeh è stato colpito da attacchi condotti da Usa e Israele: lo ha riferito l'agenzia Fars, che parla di "varie esplosioni" segnalate nell'area. Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha confermato l'attacco sull'impianto, che ha descritto come "la più grande" infrastruttura petrolchimica iraniana.
- Iran: «Blitz Usa per il pilota forse volto a rubare uranio arricchito»
"L'operazione statunitense per il salvataggio del proprio pilota, disperso dopo l'abbattimento del suo caccia in Iran, potrebbe essere stata un'operazione ingannevole, poiché gli americani probabilmente intendevano rubare l'uranio arricchito iraniano". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Ci sono ambiguità e incertezze sull'operazione, che si è rivelata un disastro. Il luogo in cui gli americani affermano di aver perso il pilota, nella provincia di Kohgiluveh e Boyer-Ahmad, è ben diverso dal luogo in cui le forze americane hanno tentato di atterrare nell'Iran centrale", ha aggiunto il funzionario, citato dall'agenzia Irna.
- «Distrutta portacontainer israeliana»
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha "attaccato e distrutto" una nave portacontainer israeliana, identificata con la sigla Sdn7, con un missile da crociera: lo riferisce l'agenzia Fars citando una fonte militare informata. L'imbarcazione sarebbe in fiamme, secondo la stessa fonte.
- Iran: «Abbiamo presentato risposta ai mediatori, piano Usa inaccettabile»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Lo riferisce la Bbc. Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari "non era in alcun modo accettabile per noi". I negoziati per porre fine al conflitto sono "incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra". L'Iran ha stilato una serie di richieste "basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni".
- Israele, sale a 4 morti il bilancio del missile iraniano su Haifa
Sale a 4 morti il bilancio delle vittime di un attacco iraniano ieri su Haifa: i cadaveri di una coppia di ottantenni erano già stati ritrovati, oggi i soccorritori hanno raggiunto il figlio (di circa 40 anni) e la sua compagna (di circa 35 anni), una cittadina straniera. I quattro, secondo i media di Tel Aviv, avevano cercato riparo nella tromba delle scale ed erano rimasti sepolti sotto le macerie.
- Costa: «Attacchi a infrastrutture civili in Iran illegali e inaccettabili»
"Dopo cinque settimane di guerra in Medio Oriente, è chiaro che solo una soluzione diplomatica potrà risolvere le cause profonde del conflitto. Qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, è illegale e inaccettabile. Questo vale per la guerra della Russia in Ucraina e vale ovunque. La popolazione civile iraniana è la principale vittima del regime iraniano: sarebbe anche la principale vittima di un'escalation della campagna militare". Lo scrive su X il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
- Terza nave turca attraversa Hormuz
Una terza nave appartenente a una compagnia di navigazione turca, una petroliera diretta in Malesia, ha attraversato lo Stretto di Hormuz domenica sera. Lo ha annunciato stamani il Ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. "Grazie ai nostri sforzi congiunti con il Ministero degli Affari Esteri, la nave turca Ocean Thunder, in rotta verso la Malesia con un carico di petrolio greggio proveniente dall'Iraq, ha attraversato lo Stretto di Hormuz senza incidenti ieri sera" ha scritto il ministro in un messaggio sui social. Secondo il sito web specializzato Marine Traffic, la petroliera Ocean Thunder, battente bandiera panamense, era partita dal porto iracheno di Bassora. Secondo Uraloglu, sono otto le navi appartenenti a compagnie di navigazione turche che hanno chiesto il permesso di attraversare lo Stretto.
- Capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a Usa e Israele: è quanto reso noto dal corpo delle Guardie della rivoluzione stesso, in un comunicato citato dai media iraniani. Majid Khademi è stato ucciso questa mattina e l’Iran accusa Israele e gli Stati Uniti dell'omicidio. Lo si legge sul sito della britannica Bbc. Aveva sostituito Mohammad Kazemi, anch'egli ucciso in un attacco israeliano nel giugno 2025 durante la guerra Iran-Israele durata 12 giorni. A febbraio, in seguito alle sanguinose proteste antigovernative di gennaio, Khademi aveva accusato il presidente degli Stati Uniti Trump di alimentare quella che i funzionari iraniani hanno descritto come una strategia di 'omicidio inscenato', volta ad aumentare le vittime per giustificare l'intervento militare straniero.
- Almeno 34 morti in Iran dopo gli ultimi raid Usa-Israele
Sale a 34 morti il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran: lo scrive al Jazeera, precisando che i raid notturni e del mattino hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.
(Unioneonline)
