Teheran boccia il piano del Pakistan: «Non riapriamo Hormuz per una tregua temporanea»
L’accordo quadro di Islamabad, consegnato a Usa e Iran, prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello Stretto in 15-20 giorni(Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L'Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz: lo riferisce Reuters online citando fonti anonime informate. L'accordo quadro è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte.
Il piano delineato prevede un approccio in due fasi, con un immediato cessate il fuoco seguito da un accordo globale. L’intesa, denominata “Accordo di Islamabad”, prevede anche la riapertura di Hormuz «entro 15-20 giorni».
Donald Trump ieri aveva dato 48 ore di tempo per riaprire lo Stretto, minacciando a partire da martedì attacchi a ponti e infrastrutture energetiche.
Teheran ha respinto al mittente l’ultimatum e mostra freddezza anche sul piano di Islamabad: un altro funzionario iraniano ha detto che «non riapriremo lo Stretto di Hormuz in cambio di una tregua temporanea». Il funzionario, che ha voluto restare anonimo, ha confermato di aver ricevuto la proposta del Pakistan: «La stiamo esaminando, ma non accettiamo di essere messi sotto pressione per accettare scadenze e prendere decisioni. Riteniamo che gli Stati Uniti non siano pronti per una tregua permanente».
Le notizie del 6 aprile
- Raid di Israele sul complesso petrolchimico iraniano di South Pars
Il complesso petrolchimico iraniano di South Pars a Asaluyeh è stato colpito da attacchi condotti da Usa e Israele: lo ha riferito l'agenzia Fars, che parla di "varie esplosioni" segnalate nell'area. Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha confermato l'attacco sull'impianto, che ha descritto come "la più grande" infrastruttura petrolchimica iraniana.
- Iran: «Blitz Usa per il pilota forse volto a rubare uranio arricchito»
"L'operazione statunitense per il salvataggio del proprio pilota, disperso dopo l'abbattimento del suo caccia in Iran, potrebbe essere stata un'operazione ingannevole, poiché gli americani probabilmente intendevano rubare l'uranio arricchito iraniano". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Ci sono ambiguità e incertezze sull'operazione, che si è rivelata un disastro. Il luogo in cui gli americani affermano di aver perso il pilota, nella provincia di Kohgiluveh e Boyer-Ahmad, è ben diverso dal luogo in cui le forze americane hanno tentato di atterrare nell'Iran centrale", ha aggiunto il funzionario, citato dall'agenzia Irna.
- «Distrutta portacontainer israeliana»
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha "attaccato e distrutto" una nave portacontainer israeliana, identificata con la sigla Sdn7, con un missile da crociera: lo riferisce l'agenzia Fars citando una fonte militare informata. L'imbarcazione sarebbe in fiamme, secondo la stessa fonte.
- Iran: «Abbiamo presentato risposta ai mediatori, piano Usa inaccettabile»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Lo riferisce la Bbc. Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari "non era in alcun modo accettabile per noi". I negoziati per porre fine al conflitto sono "incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra". L'Iran ha stilato una serie di richieste "basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni".
- Israele, sale a 4 morti il bilancio del missile iraniano su Haifa
Sale a 4 morti il bilancio delle vittime di un attacco iraniano ieri su Haifa: i cadaveri di una coppia di ottantenni erano già stati ritrovati, oggi i soccorritori hanno raggiunto il figlio (di circa 40 anni) e la sua compagna (di circa 35 anni), una cittadina straniera. I quattro, secondo i media di Tel Aviv, avevano cercato riparo nella tromba delle scale ed erano rimasti sepolti sotto le macerie.
- Costa: «Attacchi a infrastrutture civili in Iran illegali e inaccettabili»
"Dopo cinque settimane di guerra in Medio Oriente, è chiaro che solo una soluzione diplomatica potrà risolvere le cause profonde del conflitto. Qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, è illegale e inaccettabile. Questo vale per la guerra della Russia in Ucraina e vale ovunque. La popolazione civile iraniana è la principale vittima del regime iraniano: sarebbe anche la principale vittima di un'escalation della campagna militare". Lo scrive su X il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
- Terza nave turca attraversa Hormuz
Una terza nave appartenente a una compagnia di navigazione turca, una petroliera diretta in Malesia, ha attraversato lo Stretto di Hormuz domenica sera. Lo ha annunciato stamani il Ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu. "Grazie ai nostri sforzi congiunti con il Ministero degli Affari Esteri, la nave turca Ocean Thunder, in rotta verso la Malesia con un carico di petrolio greggio proveniente dall'Iraq, ha attraversato lo Stretto di Hormuz senza incidenti ieri sera" ha scritto il ministro in un messaggio sui social. Secondo il sito web specializzato Marine Traffic, la petroliera Ocean Thunder, battente bandiera panamense, era partita dal porto iracheno di Bassora. Secondo Uraloglu, sono otto le navi appartenenti a compagnie di navigazione turche che hanno chiesto il permesso di attraversare lo Stretto.
- Capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a Usa e Israele: è quanto reso noto dal corpo delle Guardie della rivoluzione stesso, in un comunicato citato dai media iraniani. Majid Khademi è stato ucciso questa mattina e l’Iran accusa Israele e gli Stati Uniti dell'omicidio. Lo si legge sul sito della britannica Bbc. Aveva sostituito Mohammad Kazemi, anch'egli ucciso in un attacco israeliano nel giugno 2025 durante la guerra Iran-Israele durata 12 giorni. A febbraio, in seguito alle sanguinose proteste antigovernative di gennaio, Khademi aveva accusato il presidente degli Stati Uniti Trump di alimentare quella che i funzionari iraniani hanno descritto come una strategia di 'omicidio inscenato', volta ad aumentare le vittime per giustificare l'intervento militare straniero.
- Almeno 34 morti in Iran dopo gli ultimi raid Usa-Israele
Sale a 34 morti il bilancio delle vittime degli ultimi attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran: lo scrive al Jazeera, precisando che i raid notturni e del mattino hanno causato almeno 23 morti, tra cui sei bambini, nella provincia di Teheran, cinque in una zona residenziale della città di Qom, a sud di Teheran, e sei morti nella città meridionale di Bandar-e Lengeh.
(Unioneonline)
