Hantavirus sulla nave: «È il ceppo che si trasmette da uomo a uomo». Il ministero della Salute allerta le Regioni
«No italiani a bordo, stretto monitoraggio». Ipotesi sull’origine dei contagi: una coppia a contatto con topi durante birdwatching in una discarica in ArgentinaImmagine simbolo (Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«A bordo della nave non sono presenti passeggeri di nazionalità italiana». Lo afferma il ministero della Salute in riferimento alla nave da crociera Hondius teatro di un focolaio di hantavirus.
Il ministero ha già trasmesso un'informativa alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e «continuerà a monitorare l'evolversi della situazione in stretto contatto con le autorità sanitarie internazionali nell'ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica». Il dicastero «sta seguendo con attenzione, in raccordo con le autorità sanitarie internazionali l'evoluzione del focolaio».
Intanto, mentre la nave – partita in origine dall’Argentina e diretta a Capo Verde – si prepara ad attraccare a Tenerife per l’evacuazione dei passeggeri, arrivano le prime ipotesi sull’origine del contagio. L'hantavirus sarebbe arrivato a bordo della nave Hondius dopo un'escursione di birdwatching fatta da una coppia in una discarica. Lo scrive l'Ap citando due funzionari argentini che indagano sull'epidemia. L'ipotesi principale è che la coppia olandese abbia contratto il virus durante un'escursione a Ushuaia, in Argentina, dove hanno visitato una discarica dove potrebbero essere entrati in contatto con i topi portatori dell'infezione. Delle tre persone decedute finora, due delle vittime sono una coppia olandese di 69 anni.
L’Oms ha inoltre dato conferma che l’hantavirus diffusosi sulla nave è del ceppo “Andes”, ovvero l’unico che si trasmette da uomo a uomo, a differenza degli altri hantavirus che, presi dai roditori, non passano da essere umano ad essere umano. «Questo conferma lo scenario peggiore», ha scritto il virologo Roberto Burioni, dando notizia della conferma dell’Oms sui suoi canali social.
(Unioneonline)
