Dino Carta ucciso per strada, spunta l’audio choc: «Che fai, mi spari?». Poi i colpi
La registrazione da una telecamera di sorveglianza a 30 metri dal luogo del delittoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quattro spari e voci che si sovrappongono, in parte incomprensibili, cristallizzate nell'audio registrato da una telecamera di videosorveglianza di un condominio in via Carlo Pisacane, a circa 30 metri dal luogo dove lunedì sera è stato ucciso il personal trainer 42enne Annibale “Dino” Carta, ammazzato vicino a casa sua in via Caracciolo, a Foggia, mentre portava a passeggio il cane. L'audio è stato trasmesso durante la trasmissione “Ore 14”, in onda su Raidue. I quattro colpi di arma da fuoco sono registrati alle 21.58. L'orario è perfettamente compatibile con gli istanti del delitto.
Prima degli spari si sentono frammenti di dialoghi, con voci di uomini e di una donna, che parlano di un cane, probabilmente non collegati all'omicidio, poi un'altra voce maschile che dice «Ma che fai? Mi spari?», quindi il rumore dei quattro colpi in sequenza. Subito dopo, ancora una voce maschile dice «non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro».
Il movente è ancora un mistero così come lo è l'assassino che ha usato una pistola di piccolo calibro, perdendo per strada il caricatore che è stato trovato per terra dagli investigatori. Ha sparato a non più di un metro e mezzo dalla vittima, portando a segno tutti e quattro i colpi mortali. I carabinieri che indagano sull'accaduto, coordinati dalla procura di Foggia, hanno ascoltato familiari, vicini e amici della vittima ma al momento elementi per ricostruire un movente non ci sono. Sembra esclusa la pista della criminalità e per questo ci si concentra sulla vita privata e i rapporti lavorativi di Carta. Sposato, padre di due figlie, il personal trainer era ben inserito nella società e benvoluto, svolgeva anche attività di volontariato. Amici e conoscenti lo descrivono come un uomo perbene, un grande lavoratore, dedito alla famiglia, molto conosciuto nell'ambito sportivo (lavorava in una nota palestra della città) con un seguito sui social ed una intensa attività di volontariato in parrocchia.
Il caricatore che è stato recuperato sul luogo dell'omicidio sarà sottoposto ad analisi balistiche ma sono ancora molte le domande cui gli investigatori devono rispondere e quelle che in tanti si stanno ponendo. «Dino era molto attivo in parrocchia, già da alcuni anni - racconta il parroco Don Giulio di San Francesco Saverio, la chiesa che Dino frequentava - Serviva messa come ministrante ed era sempre disponibile e attento per tutto. Amato e stimato, insieme a sua moglie Sara e le sue figlie».
«Ogni omicidio, ogni atto criminale è una ferita aperta nel corpo della nostra città. Esprimiamo la nostra piena fiducia negli inquirenti. Alla famiglia va il nostro cordoglio e la vicinanza della nostra amministrazione e di un'intera città», il commento della sindaca Maria Aida Episcopo.
(Unioneonline/D)
