Le multe dell’Antitrust contro Enel Energia (10 milioni di euro) e Acea Energia (560mila euro)  erano illegittime: la decisione  arriva dal Consiglio di Stato, che ha confermato  la sentenza del Tar Lazio che aveva bocciato i provvedimenti adottati nel novembre del 2023 per l'accusa di avere realizzato pratiche commerciali aggressive allo scopo di condizionare i consumatori ad accettare modifiche in aumento dei prezzi dell'energia elettrica e del gas, in contrasto con la protezione derivante dal "Decreto Aiuti bis”.

Secondo l'Autorità, Enel Energia aveva modificato unilateralmente i prezzi di fornitura a oltre 4 milioni di consumatori sulla base delle clausole contrattuali che avrebbero consentito di decidere discrezionalmente se e quando modificare le tariffe una volta scaduti i prezzi dell'offerta economica scelta; Acea Energia, invece, sempre secondo l'Antitrust aveva aumentato i prezzi prima della scadenza corretta e anche con modifiche unilaterali in violazione della norma di riferimento.

Il Tar in primo grado accolse i ricorsi proposti. Da qui il ricorso in appello da parte dell'Autorità.

Il Consiglio di Stato nelle due articolate sentenze è arrivato a concludere  che nei casi specifici occorre prendere atto che le variazioni tariffarie oggetto delle circa 2-3 milioni di lettere contestate dall'Autorità ad Enel Energia, e le circa 20000 contestate ad Acea Energia «sono state effettuate - si legge in una delle sentenze - sulla base di tipologie di clausole contrattuali che prevedono, alla scadenza del termine di durata originariamente apposto al contratto, a seguito di rinnovo tacito dello stesso per mancato recesso, l'ultrattività delle condizioni economiche (e, quindi, del prezzo) originariamente pattuito, salva la possibilità per il fornitore di modificare le stesse, aggiornandole. È, quindi, evidente che… le modifiche contrattuali de quibus… come correttamente ritenuto dal Tar… sono state legittimamente apportate dalla società appellata».

(Unioneonline/E.Fr.)

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