Dopo due mesi di agonia si è conclusa drammaticamente stamane la vicenda del piccolo Domenico, che il 23 dicembre scorso è stato trapiantato con un cuore danneggiato. Oggi il bimbo è morto, rilanciando ombre e interrogativi sulla catena di errori e responsabilità all'origine della vicenda.

L'antivigilia di Natale per Domenico doveva essere un giorno felice e di speranza perché la banca dati aveva segnalato la disponibilità di un cuore da poter trapiantare. Espiantato ad un bimbo di 4 anni all'ospedale di Bolzano, l'organo è però arrivato a Napoli in condizioni inservibili.

«Un blocco di ghiaccio», secondo uno dei testimoni ascoltati nell'audit del Monaldi. All'arrivo dell'organo in sala operatoria si è scoperto che al momento della predisposizione della borsa refrigerante destinata a custodire il cuoricino anziché utilizzare ghiaccio normale si era utilizzato quello secco. Un composto che, a contatto col cuore da trapiantare, lo aveva danneggiato. Il box utilizzato per il trasporto peraltro non era di quelli di nuova generazione, in grado di segnalare problemi alla temperatura. Il trapianto è stato effettuato anche se l'organo era irreversibilmente compromesso, perché il cuore del piccolo Domenico, malato ma funzionante, era già stato espiantato. Perché ci si sia accorti delle condizioni del cuore nuovo solo dopo aver privato Domenico del suo, è uno dei tanti punti cruciali da chiarire.

Il piccolo da allora è stato sempre in terapia intensiva, tenuto in vita da una macchina, l'Ecmo. La vicenda è venuta alla ribalta il 7 febbraio scorso con un articolo apparso sul quotidiano "Il Mattino" di Napoli. Subito dopo sono state aperte due inchieste: una dalla Procura di Napoli e di natura interna amministrativa, disposta dalla stessa azienda ospedaliera napoletana. Al momento sono sei le persone che sono state indagate dalla Procura di Napoli che vuole verificare - passo dopo passo - tutta la filiera seguita per accertare se ci siano stati degli errori. Mentre a breve non si esclude uno sviluppo ulteriore dell'inchiesta. E così si sono susseguiti giorni di di attesa per la ricerca di nuovo cuore per Domenico, in Italia e all'estero. A spegnere ogni speranza sono stati dapprima un parere dell'ospedale "Bambin Gesù" di Roma e poi quello di un pool di esperti giunti mercoledì scorso a Napoli: le condizioni di salute del piccolo Domenico sono apparse incompatibili con un nuovo trapianto. Poi, da ieri, la sospensione delle terapie - vista la prognosi infausta, si è voluto evitare d'intesa con la famiglia ogni accanimento - e il rapido peggioramento delle condizioni di salute. Fino alla notizia, attesa ma non per questo meno drammatica, del decesso.

(Unioneonline)

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