Crollo della palazzina a Messina, tre indagati: l’inchiesta sul cantiere al piano terra
Al centro degli accertamenti i lavori di ristrutturazione. Recuperato il terzo corpoTre indagati per il crollo della palazzina che, giovedì, scorso, alla periferia sud di Messina, è collassata su sé stessa sbriciolandosi. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati tre persone. Secondo quanto si apprende, sarebbero i legali rappresentanti delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, dove doveva aprire una macelleria, e un tecnico. I reati contestati sono l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i pm dunque la causa del crollo, che al momento è costato la vita a tre persone, mentre altre tre sono ancora disperse ed è molto improbabile siano sopravvissute, sarebbe da ricercarsi nel cantiere aperto per il rimodernamento dei locali del piano terra.
Da accertare anche se l'avvio delle opere sia stato comunicato, come prevede la lagge, al Comune e al Genio Civile. Il collasso strutturale ha le caratteristiche tipiche di un cedimento di strutture portanti ai piani inferiori la cui rottura potrebbe aver trascinato i piani soprastanti che sono implosi all'interno. C'è quindi l'ipotesi che durante i lavori qualcuno abbia abbattuto un pilastro o un muro portante determinando il crollo dell'intero edificio. Dalle macerie nel frattempo sono stati estratti, oggi, due corpi senza vita: quello di Rosa Leone, la sorella dell'imprenditore Carmelo, ritrovato ieri, e un terzo che deve essere ancora riconosciuto dai familiari. Fino a poche ore fa i dispersi erano Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa, Alessandra Frazzica, una commessa 21enne che lavorava nell'emporio del primo piano e Santino Magazzù, il marito di Rosa Leone.
L'ultimo cadavere estratto sarebbe quello di una delle due donne. La palazzina era di proprietà della famiglia Leone, nome noto in città. Il capostipite, Giuseppe Leone, ha avuto per anni, proprio nell'edificio, un negozio di elettrodomestici in cui lavoravano i figli. Almeno 70 vigili del fuoco continuano le ricerche dei dispersi facendosi largo tra le macerie. Le operazioni sono state ostacolate dall'accumulo di gas e calore provocati dalle batterie di litio del negozio del primo piano che si erano incendiate dopo il crollo. Con il passare delle ore i fumi si sono diradati, rendendo un po' più semplice il lavoro dei soccorritori, ha fatto sapere il comandante dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio.
Un lavoro, quello dei pompieri, definito «encomiabile» dal sindaco Federico Basile, che ha ricordato come la famiglia Leone fosse «molto conosciuta in città, avendo contribuito per tanti anni anche dal punto di vista sociale». La giornata è stata caratterizzata anche dalla visita del governatore siciliano Renato Schifani che, insieme al capo della protezione civile regionale Salvo Cocina, ha incontrato le autorità locali e i responsabili delle strutture operative dei soccorsi. In attesa che si faccia luce sulla vicenda, il sindaco Basile ha annunciato che gran parte delle attività programmate per l'estate sono state sospese.
(Unioneonline)