No Tav, il prefetto vieta il campeggio a Susa e Bussoleno. Gli attivisti si spostano a Venaus, nuovo divieto anche qui
Era stata annunciata un’attività di campeggio di tre giorni da parte di No Tav ed esponenti di Askatasuna: «Restiamo qui, ma non mettiamo le tende»(Ansa-Pronesti)
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Prima il divieto di campeggio negli interi territori di Susa e Bussoleno, poi gli attivisti No Tav che si spostano a Venaus, quindi una nuova ordinanza per vietare il campeggio anche a Venaus.
Il prefetto è costretto a fare gli straordinari per bloccare l’iniziativa di campeggio annunciata da oggi e per tre giorni dagli attivisti No Tav assieme ad esponenti del centro sociale Askatasuna.
La prima ordinanza del prefetto di Torino Donato Carfagna vieta «l’attività di campeggio libero nell’intero territorio di Susa e Bussoleno dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio fino alle 7 di lunedì 3 agosto». Viene specificato che «si prescinde dalla comunicazione preventiva, ricorrendo le ragioni d’urgenza relativamente alle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica».
Le ordinanze del prefetto sono state esposte su un palo della segnaletica stradale.
Gli attivisti si sono dunque riorganizzati e spostati a Venaus, proprio da lì sabato scorso ha preso le mosse il corteo da cui è partito il gruppo che ha assaltato il cantiere di Chiomonte e le forze dell’ordine.
Così, il prefetto, subito dopo, ha emanato una nuova ordinanza che prevede lo stesso divieto di campeggio libero nell’intero territorio del Comune di Venaus sino alle 7 di lunedì 3 agosto.
L'ordinanza cita la presenza al campeggio di sabato scorso a Venaus di «centinaia di partecipanti appartenenti all'area oltranzista del movimento No Tav e gruppi anarchici. In tale occasione – viene aggiunto - i circa 7.000 partecipanti al corteo, dopo aver lasciato l'area del Comune di Venaus e aver raggiunto a piedi la statale 25, si sono divisi in due tronconi: il primo, composto da circa 1.000 manifestanti, si è diretto verso la Piana di Susa dove sono presenti i due cantieri Tav denominati Traduerivi e San Didero. Oltre 2.000 manifestanti hanno raggiunto il comune di Giagione e imboccato il sentiero Gallo Romano diretti al cantiere Tav di Chiomonte. Durante il tragitto diverse centinaia di manifestanti si sono travisati e, una volta raggiunta la conca di Chiomonte, hanno ripetutamente attaccato il cantiere Tav, causando ingenti danni alle strutture e numerosi feriti tra le forze di polizia. Al termine dei violenti attacchi - viene sottolineato - i facinorosi sono rientrati al campeggio allestito a Venaus».
Il prefetto aggiunge inoltre che le forze dell'ordine hanno trovato e sequestrato, dopo i fatti di sabato, anche al campeggio di Venaus, «indumenti atti al travisamento, oggetti contundenti, artifizi pirotecnici e altro materiale utilizzato nel corso dei violenti disordini e danneggiamenti ai cantieri Tav della Valle di Susa e del personale di polizia a presidio».
Scrive inoltre che «analoghe iniziative nella Valle di Susa sono state sistematicamente segnate da gravi attacchi ai cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità - Tav» e che tiene conto del fatto che «le azioni poste in essere dalle componenti più intransigenti del Movimento No Tav, sia in costanza di manifestazioni organizzate, sia in forma improvvisata, sono idonee a causare una forte pressione sul dispositivo di ordine pubblico a tutela del cantiere e in passato si sono concretizzate in azioni illecite fortemente ostili oltre che fattivamente ostruzionistiche, generando peraltro pregiudizi sul regolare andamento dei lavori e preoccupanti compromissioni dell'ordine pubblico».
Le forze dell’ordine hanno dunque chiesto agli attivisti di lasciare il campeggio e l’area è presidiata ora da agenti in assetto antisommossa.
Ma i No Tav presenti a Venaus restano lì: «È vietato solo il campeggio. Possiamo mangiare, stare in piedi, seduti, sdraiati. Ma è meglio non mettere le tende. Poi vedremo nelle prossime ore», hanno spiegato.
Un’altra ordinanza del prefetto Cafagna vieta dalle 8 di oggi e fino a cessate esigenze di domenica di «detenere, senza giustificato motivo, oggetti e materiali comunque idonei all'occultamento del viso, quali caschi, maschere antigas, mascherine respiratorie, passamontagna e oggetti potenzialmente utilizzabili come mezzi contundenti, fumogeni e materiale esplodente di qualunque natura nei territori dei Comuni di Bruzolo, Bussoleno, Chiomonte, Giaglione, San Didero, Susa».
Una terza ordinanza vieta nello stesso arco temporale l'accesso a piedi "in forma organizzata" a una serie di strade, parcheggi, aree campestri e sentieri vicini ai cantieri Tav nel comune di Susa e in quelli di Giaglione e di Chiomonte.
(Unioneonline)
