Calunnia e simulazione di reato.

Si è chiuso così il caso del capotreno che lo scorso 19 luglio aveva denunciato di essere stato accoltellato da una persona straniera su un regionale di Trenord, da Piacenza a Milano.

"Tutto inventato": a dirlo è il procuratore della repubblica di Lodi, Domenico Chiaro.

IL RACCONTO - "Scuro di pelle, alto, magro, con le treccine ai capelli". Questo l'identikit fornito da Vittorio Feltri, 45 anni, agli agenti intervenuti per soccorrerlo, mentre ha un coltello conficcato nella mano.

Poco dopo viene arrestato l'uomo che corrisponde alla descrizione e che, nel racconto del capotreno, era scappato forzando le porte del treno.

LA CALUNNIA - Ma sono ancora tante le incongruenze nel racconto di Feltri: così il sospetto viene rilasciato. Poi la verità: il 45enne si è inferto da solo quel taglio profondissimo alla mano.

Aveva studiato tutto, portando il coltello da casa e scegliendo con cura la persona da incolpare: un individuo con cui, pare, avesse avuto dei problemi in precedenza.

Un modo per vendicarsi, dunque, ma anche per attirare l'attenzione dei media.

La denuncia infatti aveva fatto scattare le proteste dei dipendenti Trenord che, il 24 luglio, hanno fermato tutti i treni in uno sciopero, chiedendo maggiore sicurezza.

(Redazione Online/D)

LA FALSA AGGRESSIONE...

... E UNA VERA

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