«Piena condivisione e totale solidarietà all’azione di contrasto portata avanti dal Comitato Misto Paritetico contro l’approvazione della proposta di legge proposta alla Camera dei deputati dal partito della premier Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che interviene sul Codice dell’ordinamento militare in materia di tutela della salute e dell’ambiente nelle aree militari».

Così Francesco Pigliaru e Gianpiero Scanu –  ex governatore ed ex presidente della commissione d’inchiesta uranio impoverito - all’indomani della dura presa di posizione del Comipa, il comitato che si occupa delle attività delle forze armate nell’Isola che ha inviato un’articolata lettera al Consiglio regionale (presidente e capigruppo) per contestare l’inerzia di fronte a iniziative statali e dell’industria bellica nel territorio sardo.


«Siamo di fronte a un’azione grave e arrogante del Governo – scrivono Pigliaru e Scanu – che, dietro il pretesto strumentale delle cosiddette “recenti tensioni internazionali”, punta a cancellare – con un vero e proprio atto di forza – le conquiste ottenute dalla Regione in oltre sessant’anni di battaglie istituzionali e civili. L’obiettivo è chiaro: riaffermare un principio di supremazia ed esclusività della potestà statale sull’utilizzo e sulla tutela dei territori interessati da attività militari, un principio che era stato superato con fatica e che oggi si tenta di riproporre in modo autoritario».
«Con un solo colpo di spugna – continuano - verrebbero cancellate le norme sulla sicurezza ambientale nei poligoni militari, insieme all’istituzione degli osservatori ambientali indipendenti presso i poligoni e le aree addestrative militari, strumenti fondamentali di trasparenza, controllo e tutela delle comunità locali. È necessaria e urgente un’azione di forte e determinato contrasto politico affinché questa proposta di legge venga respinta. Un’azione che auspichiamo sia guidata dalla Giunta e da una iniziativa bipartisan del Consiglio e dei parlamentari sardi, che sostenga e affianchi il COMIPA nella difesa delle prerogative regionali, della salute dei cittadini e della salvaguardia dell’ambiente nelle aree militari».
(Unioneonline)

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