Scorie nucleari, scatta l’allerta in Sardegna: «Nel giro di un anno il deposito nazionale»
Pichetto Fratin: «Sito da individuare entro settembre 2027». L’Isola nella lista delle aree idonee, i sindaci sardi si oppongonoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’incubo del nucleare ritorna. Inatteso, sulla Sardegna. «Entro la fine della legislatura (a settembre 2027) individueremo il sito per il deposito temporaneo delle scorie», ha detto ieri a Milano il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ospite dell’evento “Transizione energetica e l'industria del nucleare 2026”, organizzato da Il Sole 24Ore. Nell’Isola, finita dentro la lista delle aree idonee, le reazioni non si sono fatte attendere: «Non permetteremo che un’altra servitù deturpi il nostro territorio», ha ribadito Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale. A ruota, i sindaci. Anche perché non si può escludere che da Roma parta l’ordine di installare da queste parti pure i mini reattori, a costruzione modulare, su cui il Governo vuole scommettere «per superare la dipendenza dalle fonti fossili».
Numerosi siti papabili nell’Isola, tra Sud Sardegna e Oristanese.
