Ascot, medici non pagati da tre mesi verso lo sciopero: «Si rischia la paralisi». La Regione: «Fase transitoria»
La denuncia del consigliere forzista Piero Maieli: «Fondo non rifinanziato, da marzo lo stato di agitazione»Un Ascot, nel riquadro Piero Maieli (Archivio)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un nuovo caso sta per esplodere e rischia di mettere ulteriormente in ginocchio la sanità sarda, paralizzando l’assistenza primaria in tutta l’Isola.
Da tre mesi i medici degli Ascot, gli ambulatori straordinari di continuità territoriali che garantiscono l’assistenza ai pazienti senza medico di base, non vengono pagati. E a partire da marzo potrebbero dimettersi o scioperare a oltranza.
A lanciare l’allarme è il consigliere regionale di Forza Italia Piero Maieli: «Affrontano spese quotidiane per raggiungere i posti di lavoro, si è chiesta loro collaborazione e l’hanno data, ma non vengono remunerati».
Sono 150 i medici che minacciano lo stato di agitazione dal mese prossimo, il consigliere forzista definisce il fatto «gravissimo».
«Si rischia la paralisi nell’assistenza sanitaria diretta in tutto il territorio regionale», denuncia Maieli, annunciando le dimissioni dei 150 medici abilitati per gli Ascot. «Sempre dal primo marzo scatterà anche lo sciopero a oltranza di questi professionisti con richiesta di competenze e oneri di spesa pregressi che non vengono pagati da tre mesi per il mancato rifinanziamento del fondo specifico».
Sul punto, è arrivata una nota di replica della Regione, dove si legge: «La Regione è consapevole dei ritardi nei pagamenti che si sono verificati in alcune realtà territoriali e riconosce le difficoltà che tali situazioni possono aver determinato per i medici in servizio».
«Tali ritardi – prosegue la nota - non sono tuttavia riconducibili a una mancanza di risorse regionali né a inadempienze da parte della Regione, ma a una fase transitoria di natura amministrativa legata all’attuazione delle nuove disposizioni finanziarie connesse all’Accordo regionale per la Medicina Generale».
«In particolare, – spiega ancora la RAS – il passaggio verso il nuovo assetto previsto dall’Accordo ha richiesto alle Aziende sanitarie l’adeguamento dei propri strumenti di bilancio e delle procedure di anticipazione delle risorse destinate agli ASCOT, in attesa della piena conclusione e applicazione dell’Accordo stesso. Questo processo ha comportato, in alcuni casi, un rallentamento nella liquidazione delle competenze».
«È importante – prosegue la nota - sottolineare che il servizio ASCOT non è a rischio. Con la sottoscrizione dell’Accordo regionale con i Medici di Medicina Generale, concluso nei mesi scorsi dopo una lunga attesa, le risorse destinate agli ASCOT sono state significativamente rafforzate, passando da 3 a 6 milioni di euro. I fondi garantiscono la copertura delle annualità 2025, già erogate, e 2026 la cui distribuzione alle Aziende sanitarie è in corso e consentirà di assicurare la continuità dei progetti ASCOT e degli altri interventi previsti dall’Accordo. Le risorse risultano regolarmente iscritte nella legge finanziaria regionale, e non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui il bilancio regionale non preveda coperture per il pagamento dei medici impegnati negli ASCOT».
(Unioneonine)
