Alghero è una città che da anni dimostra una forte sensibilità e una concreta attenzione verso i cani e i gatti senza padrone. Un impegno testimoniato dalla presenza e dall’attività costante di numerose associazioni che quotidianamente si prendono cura degli animali più fragili. È proprio da questa consapevolezza che la maggioranza ha avviato una riflessione seria e approfondita sul futuro del canile e dei suoi ospiti a quattro zampe. «Questa premessa – dichiarano Giampietro Moro e Beatrice Podda di Europa Verde Alghero – rappresenta la base di una riflessione seria e adeguata che la nostra maggioranza ha avviato sul futuro del canile e dei suoi ospiti. La sensibilità dimostrata negli anni dalla città e dal mondo associativo ci impone scelte responsabili e di lungo periodo».

Il canile, struttura privata di proprietà dell’Associazione Primavera, è situato in un compendio di circa 16 ettari nella zona di Pala Pirastru e può ospitare fino a 450 animali. Attualmente circa 300 cani sono riferibili al Comune di Alghero, mentre i restanti provengono da numerosi comuni limitrofi. La gestione è affidata all’Associazione DNA Randagio, cui è stata concessa una proroga fino al 31 luglio 2026. «Oggi l’amministrazione – proseguono Moro e Podda- si trova nella condizione di dover scegliere sul futuro della struttura. La sensibilità politica della maggioranza è chiaramente orientata verso la possibilità di una compravendita del canile, sia per poter tutelare in loco gli animali di competenza comunale, sia per migliorare il servizio a loro dedicato attraverso un nuovo bando con requisiti precisi e migliorativi».

In questa fase l’Amministrazione comunale sta procedendo con le verifiche necessarie sulla congruità del prezzo richiesto dalla proprietà. «Vogliamo operare - sottolineano Moro e Podda  - in maniera trasparente, seria e responsabile, basando ogni scelta su valutazioni tecniche puntuali e nell’interesse degli animali e della comunità». Il canile di Alghero presenta inoltre due caratteristiche che lo rendono una struttura rara nel suo genere: è infatti sia canile sanitario sia canile rifugio. «Questo doppio requisito – concludono i consiglieri Moro e Podda – rende la struttura strategica per tutto il territorio, perché consente di garantire servizi essenziali in un’unica sede, evitando la frammentazione dei percorsi di cura e accoglienza. Il percorso che stiamo affrontando può essere più lento, ma è un percorso di prospettiva che guarda al futuro della comunità algherese e dell’intero territorio circostante».

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