Sassari, violenza sessuale nell’edificio abbandonato di via XXV Aprile: il caso in tribunale
La vicenda nel luogo ora oggetto di un importante intervento di riqualificazionePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Degrado e una presunta violenza sessuale a Sassari. Si è tenuta nei giorni scorsi in tribunale la discussione su un episodio risalente al novembre 2017 e che ha avuto come cornice l’edificio abbandonato di via XXV Aprile, l’ex centrale elettrica. Un extracomunitario avrebbe di notte, in quell’occasione, strappato gli indumenti e palpeggiato una donna che, come l’imputato, viveva da senza fissa dimora nell’immobile dismesso. Secondo quanto riferito in aula dalla parte offesa la donna, quella sera, sarebbe ritornata da sola nell’area per recuperare una borsetta venendo aggredita dall’uomo.
Per il pm Angelo Beccu le responsabilità dell’imputato sono provate e ha chiesto per lui la condanna a un anno e 6 mesi di reclusione riconoscendo le attenuanti generiche.
L’avvocato della difesa, Raffaele Rocco, ha rimarcato invece le contraddizioni nella versione accusatoria della presunta vittima, che non si è costituita parte civile, e allargato la visione su un contesto di grande disagio personale e collettivo. Dove uomini e donne, al tempo, si contendevano materassi lerci e spazi altrettanto sporchi in una lotta per riuscire a sopravvivere lungo giornate condivise, tra file alla Caritas in cerca di un pasto e peregrinazioni per trovare dove passare la notte.
«L’imputato è stato colpito da alcune pietre perché occupava un materasso che qualcuno riteneva essere suo», riferisce il legale ricostruendo quanto sarebbe avvenuto nei giorni precedenti e negando che il suo cliente fosse scappato una volta raggiunto dopo la presunta violenza.
Intanto, 9 anni dopo, e in seguito a quasi 34 anni di attesa, è partito uno dei cantieri del futuro centro intermodale, proprio nell’ex centrale elettrica di via XXV aprile.
