Cantieri, topi e proteste silenti a Sassari. In via Alivesi, uno degli ultimi vicoli del centro storico basso, sono in corso da tempo i lavori per rifare la pavimentazione ma anche per predisporre le infrastrutture per i vari sottoservizi. Dalle reti idriche e fognarie all’energia elettrica alla fibra ottica e alla videosorveglianza sono tanti gli interventi programmati per dare dignità a un’area in degrado da anni. Incuria che la precedente amministrazione, e l’attuale, stanno affrontando con le riqualificazioni che abbracciano azioni materiali e immateriali, potendo contare, in particolare, sui fondi Pnrr.

Il traguardo del 30 giugno è alle porte per la conclusione dei lavori in via Alivesi ma i residenti lamentano come tutto sembri fermo e non si vedano più operai. Il 21 e 22 maggio di quest’anno sono stati fatti i getti in calcestruzzo e resta da completare la successiva pavimentazione lapidea e, per questo, sono in evidenza chiusini e pozzetti in attesa che si finisca tutto. «Intanto però- denunciano gli abitanti- dai bordi di quei tombini escono topi in quantità e bisogna chiudere tutto per non trovarseli in casa».

Lo stallo temporaneo del cantiere si accompagna invece all’intervento nella parallela via Organari dove sono in corso le lavorazioni relative alle reti fognarie. Ma il disagio descritto dagli abitanti è più complesso. «Non riusciamo a entrare nel vicolo in sicurezza perché l’ingresso è sempre occupato da persone che bevono e fanno schiamazzi», si riferisce. Questo fino a tarda notte, con conseguenze rese evidenti dalla presenza di bottiglie abbandonate. «E spazzatura messa all’ingresso dove non dovrebbe stare da persone che non abitano qui».

Tutte criticità che, in centro storico, vanno di pari passo con le migliorie, talvolta però sommerse nella percezione, queste ultime, dalle prime.

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