Sassari: siringhe, sangue e overdose. Nella Valle del Rosello l'umanità borderline
Sotto il ponte omonimo indigenza, tossicodipendenze e rifiuti di ogni genere. L’allarme dei residentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Emergenza sociale nella Valle del Rosello a Sassari. Sotto il ponte omonimo vive da tempo un’umanità borderline, locale ed extracomunitaria, afflitta dall’indigenza e dalle tossicodipendenze.
Lì dormono, bivaccano e consumano sostanze con risultati talvolta estremi. «La settimana scorsa - riferisce un residente delle case limitrofe - ho trovato uno di loro in overdose. Per fortuna l’ha salvato il 118».
Basta camminare a poche decine di metri dal simbolo identitario di Sassari, la Fontana del Rosello, per rinvenire le tracce di quanto avviene di notte ma anche alla luce del sole. Tra queste un tappeto di siringhe e di bottiglie bucate per fumare crack oltre a una distesa di spazzatura abbandonata e a fazzoletti sporchi di sangue sparsi dappertutto.
Se ci si addentra in mezzo alla vegetazione è poi possibile rinvenire alcuni elettrodomestici, tv in particolare, dalla provenienza sospetta.
Il contesto critico rappresenta un fatto risaputo da anni, e una svolta potrebbe arrivare con il progetto del parco urbano lineare ipotizzato dall’amministrazione comunale tra viale Sicilia e la valle dell’Eba Giara. Programma di realizzazione però a lungo termine. Intanto l’allarme continua.
