Formazione e lavoro, la Regione presenta la nuova riforma
Controlli più rigidi sugli enti formativi, certificazioni delle competenze maturate anche sul lavoro e un sistema digitale unico per incrociare formazione e occupazioneUna nuova riforma per aggiornare la formazione professionale ed entrare nelle dinamiche lavorative richieste nel 2026.
Dopo quasi mezzo secolo, la Sardegna prova così a cambiare il sistema della formazione professionale. La Giunta regionale ha presentato questa mattina il nuovo Disegno di legge che punta a superare la normativa del 1979, introducendo controlli più rigidi sugli enti formativi, certificazioni delle competenze maturate anche sul lavoro e un sistema digitale unico per incrociare formazione e occupazione.
«Una norma che arriva dopo 50 anni dalla precedente, ed è il risultato del lavoro di 2 anni. Una norma che abroga a tutti gli effetti quella precedente: la 47 del 1 giugno del 1979. Si tratta di una rivoluzione del sistema regionale», ha dichiarato l’assessora Regionale del Lavoro Desirè Manca durante la conferenza stampa di presentazione della riforma. «Il primo obiettivo - continua - è di collegare quello che è il sistema formativo con l’orientamento sul lavoro. Il secondo è la possibilità e capacità da parte della regione di attivare quel sistema e attività di verifica sugli enti formativi. Mettiamo un punto sul passato per costruire un percorso formativo allineato alle esigenze del mercato del lavoro e del sistema occupazionale».
Un filo continuo tra formazione e lavoro.
«Renderà migliore quel collegamento che ci deve essere tra formazione e occupazione. Da due anni a questa parte l’assessorato al lavoro, con varie norme portate in Giunta, ha cercato di allargare maggiormente l’offerta formativa e che fosse più attinente alle vere esigenze del mercato del lavoro. Abbiamo avuto la forza e il coraggio di abrogare una norma che non rispondeva più alle esigenze effettive della Sardegna. Avvicinare quindi i giovani ad un mercato del lavoro che non può corrispondere a quello di 50 anni fa», ha concluso l’assessora Manca.