Sassari, operazione Replay: il gip conferma il carcere per gli indagati
Migliaia le cessioni di sostanza stupefacente documentate e che testimonierebbero l’esistenza di «una rudimentale organizzazione» dedita allo spaccioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Carcere confermato per i 16 arrestati, 15 nigeriani e un sardo, nell’operazione Replay di mercoledì scorso a Sassari. il gip Gian Paolo Piana ha respinto le eccezioni presentate dagli avvocati difensori disponendo che gli indagati rimangano nelle varie strutture, da quella di Bancali alle altre sette, dal sud al nord Italia.
Lo stesso giudice ha ritenuto che, quanto emerso dagli interrogatori di garanzia che si sono tenuti venerdì 28 e sabato 29 agosto, abbia consolidato il quadro indiziario formulato dai sostituti procuratori Giovanni Porcheddu e Giovanni Dore. L’inchiesta, svolta dai carabinieri dal 2023 al 2025 in centro storico, secondo le accuse, ha raccolto una serie di prove su un gruppo criminale egemone nella gestione del traffico di cocaina ed eroina e, in modo secondario, di marijuana.
Migliaia le cessioni di sostanza stupefacente documentate e che testimonierebbero l’esistenza di «una rudimentale organizzazione» dedita allo spaccio grazie a fiancheggiatori e vedette, e rifornita da “ovulatori” e corrieri provenienti dalla Penisola. Alcune delle persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare erano già in carcere in seguito all’arresto, oltre un anno fa, nell’operazione Viking, coordinata dalla Dda e condotta dalla polizia di Stato, sempre in centro storico. Per loro l’accusa, in quel caso, era anche di associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli avvocati delle persone sotto indagine sono Giuseppe Onorato, Elisabetta Udassi, Marco Manca, Carlo Pinna Parpaglia, Luigi Conti e Gabriella Pinna Nossai.
