Al via nel Nord Sardegna la campagna di incentivazione all’identificazione e sterilizzazione dei cani di proprietà nelle aree rurali. Ad attuare l’intervento, nella fase sperimentale e secondo quanto previsto dalla Regione, sono l’Agenzia Laore Sardegna e l’Asl n. 1 di Sassari nell’ambito di un accordo operativo che definisce un’azione sinergica tra competenze agronomiche, zootecniche e sanitarie. 17 i Comuni del Nord Ovest Sardegna coinvolti: Sassari, Porto Torres, Stintino, Putifigari, Villanova Monteleone, Ittiri, Cossoine, Bonorva, Codrongianos, Ploaghe, Tergu, Osilo, Nulvi, Ardara, Benetutti, Florinas, Illorai. E sono 400mila i fondi erogati da Regione Sardegna per il compimento della campagna, che vuole promuovere la corretta gestione dei cani impiegati in ambito pastorale e rurale, valorizzare il loro ruolo nel sistema zootecnico regionale e contrastare il fenomeno del randagismo.

Per cane da pastore, chiariscono i promotori, non si intende una singola razza come, per esempio, il Pastore maremmano, Pastore abruzzese e Pastore fonnese. Indica l’animale con ruolo di “assistente” dell’allevatore, selezionato per particolari attitudini nella gestione e difesa delle greggi dai predatori. Il progetto si compone di due linee di intervento: la sterilizzazione dei cani fertili, per prevenire la riproduzione incontrollata e, quindi, l’abbandono dei cuccioli, e l’identificazione tramite microchippatura, per garantire la tracciabilità e la responsabilizzazione della proprietà.

Le prestazioni veterinarie saranno fornite gratis in strutture veterinarie pubbliche e private convenzionate. Per aderire alla campagna, i proprietari dei cani dovranno compilare un modulo di adesione disponibile sul sito internet della Asl di Sassari  e consegnarlo al Comune di residenza. Saranno questi ultimi a trasmettere le richieste alla Asl di Sassari, che si occuperà di coordinare l’organizzazione operativa delle attività e la gestione delle procedure legate alla microchippatura e alla sterilizzazione. “Laore Sardegna, nell’attuazione della campagna affidata dalla Legge regionale 18/2024, svolge un’azione di sensibilizzazione rivolta agli allevatori delle aree rurali”, riferisce la direttrice generale dell’Agenzia Laore Sardegna, Maria Ibba. «L’obiettivo è rafforzare la conoscenza delle pratiche di corretta gestione dei cani impiegati nelle aziende zootecniche, parte dell’organizzazione produttiva. Un percorso condiviso con la Asl n. 1 di Sassari che consente di integrare competenze e garantire efficacia alle attività previste, e con il coinvolgimento dei Comuni interessati».

«Il progetto sperimentale fortemente voluto dalla Regione determina un cambio di paradigma per la prevenzione, in piena coerenza con l’approccio One Health in cui la salute umana, quella animale e ambientale rappresentino un unico sistema interconnesso - dichiara il direttore generale della Asl di Sassari, Antonio Lorenzo Spano -. L’obiettivo del progetto è quello di intervenire nelle aree rurali riducendo il randagismo alla fonte. Si tratta di un investimento (sterilizzazione/identificazione) per abbattere i costi legati alla sostenibilità dei canili sanitari e rifugio che tanto incidono sulle casse comunali, ma anche un investimento che va a garantire maggiore sicurezza ai cittadini e a migliorare il benessere animale».

«Questo progetto sperimentale intende avviare nella nostra Regione un processo virtuoso per la regolarizzazione e la messa in sicurezza di questo amico dell’uomo, fondamentale nel supporto agli allevatori per la gestione degli animali- spiega Franco Sgarangella, direttore del Dipartimento di Prevenzione veterinaria della Asl di Sassari- Il problema dei cani rurali è legato principalmente sia ad aspetti sanitari, come ad esempio l’echinococcosi idatidosi patologia che ancora colpisce diversi cittadini con necessità di complessi interventi chirurgici, sia per gli aspetti medico-legali in quanto sono numerosi i casi di aggressione e danneggiamento delle greggi e i casi di incidenti stradali provocati da cani non identificati. Questo determina un aggravio di spese sia per i comuni che per l’Asl che spesso vengono chiamati a risponderne». «Si tratta di un intervento strategico che unisce servizio agli allevatori, tutela sanitaria e sicurezza del territorio, e una scelta concreta di benessere animale», aggiunge la dirigente del Servizio sviluppo delle filiere zootecniche e benessere animale di Laore, Antonella Cadelano. «Contrastare la riproduzione incontrollata significa intervenire alla radice di fenomeni di sofferenza e abbandono, affermando un modello di gestione responsabile e consapevole della vita».

«Il nostro obiettivo come professionisti è rendere la sterilizzazione e l’identificazione dei cani rurali strumenti più efficaci per arginare l’abbandono e le nascite incontrollate. Si garantirà sicuramente, con l’intervento dei Medici veterinari direttamente nelle aziende zootecniche situate nelle zone più isolate del territorio, un maggior controllo sulle popolazioni canine, un miglior monitoraggio delle zoonosi sia infettive che infestive (malattie trasmissibili all’uomo). Tutto ciò è un dovere verso la comunità  infatti un cane sterilizzato e microchippato non è più un cane invisibile. Il progetto pilota che in via sperimentale parte dal Nord ovest dell’Isola genererà benefici diretti, in minori costi per la collettività, impatto sul territorio, ⁠sicurezza stradale, ⁠minor predazione», conclude Andrea Sarria, direttore del servizio Randagismo e Anagrafe Animali da compagnia Nord Sardegna.

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