Citofonava in continuazione all’abitazione della ex compagna a Sassari. In più sostava con l’auto in più occasioni davanti allo stesso immobile provocando nella donna «un perdurante stato di ansia», come riporta l’imputazione di minaccia a carico di un 43enne sassarese, giudicato ieri in tribunale a Sassari, in sede di abbreviato.

Secondo le accuse l’uomo, dal giugno 2025 al gennaio 2026, aveva premuto più volte il campanello della casa della ex fidanzata mentre nel 2026 era stato sorpreso dalle forze dell’ordine con 91 grammi di marijuana e tre coltelli. Il pm Giovanni Dore ha chiesto per l’imputato, già in carcere per altro reato, 14 mesi di reclusione.

L’avvocato della difesa, Nicola Lucchi, si è soffermato sul vizio di mente già diagnosticato in altro processo per il suo cliente, il quale viveva una situazione di estremo disagio personale. Il legale ha sostenuto poi come il reato principale si dovesse riconfigurare in quello di molestie, non sussistendo, a suo parere, alcuna minaccia ma solo la volontà di poter parlare con l’ex fidanzata.

La giudice Stefania Mosca-Angelucci ha disposto per la persona la condanna di undici mesi.

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