Un abbraccio che vale più di una preziosa medaglia, un ritrovarsi tra amici che hanno condiviso le stesse passioni del pugilato, combattuto a livello agonistico, con rigore, fatica e sudore. All’età di 81 anni, Pino Mura, originario di Padria ma una vita vissuta a Porto Torres, campione italiano dilettanti di pesi gallo nel 1965, medaglia d’oro nei Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 1965 e un titolo italiano nel 1975, ha  ricevuto la sorpresa  di incontrare altri due campioni.

Bernardo Onori ed Enzo Petriglia hanno fatto visita all’amico Pino Mura, con cui avevano condiviso l’avventura olimpica a Città del Messico nel 1968. Abbracci, sorrisi, foto di rito e tanti ricordi da raccontare, davanti ai trofei conquistati nella lunga carriera di pugile. 

Enzo Petriglia, 79enne originario di Velletri, è stato campione italiano dei pesi leggeri, ed ha combattuto una volta per il titolo europeo della categoria, mentre Bernardo Onori di Nettuno, anche lui classe 1946, è stato campione d’Italia dei pesi mosca nel 1967, conquistando per ben due volte il titolo mondiale.  Insieme hanno ricordato i valori della nobile arte, quando lo stile era diverso e il sacrificio era la strada per accompagnare i boxeur alla vittoria.

«In passato la passione verso questo sport era molto forte, soprattutto tra i giovani, una cultura che si è persa – hanno sottolineato i tre ex campioni – c’era allora una volontà forte di vincere, mentre oggi la preparazione è basata particolarmente sulla tecnica, manca l’aggressività pura, quella che ti permetteva di vincere in pochi match». 

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