Era il 16 giugno del 1796 quando il rivoluzionario e politico sardo Giovanni Maria Angioy, insieme ai suoi più fidati collaboratori, per sfuggire alla cattura e alla prossima repressione, approdò a Porto Torres, allora un piccolo villaggio che contava pochi abitanti.

Proprio nella città turritana è stato avviato nei giorni scorsi il percorso di un turismo identitario dal titolo “In sos Logos de Angioy”, con due targhe che l’amministrazione comunale ha voluto installare in prossimità della chiesa di Balai Vicino e della basilica di San Gavino, per indicare un cammino turistico nei luoghi di interesse.

Una iniziativa in collaborazione con l’Is.Be, dove attraverso la scansione di un qr code le persone possono accedere al contenuto delle informazioni che raccontano la storia di Angioy, il quale durante il governo di Sassari in qualità di alternos si adoperò per una riabilitazione funzionale del porto ormai in disuso, seguendo il piano strategico di Carlo Emanuele III che sottolinea l’importanza strategica di Porto Torres. 

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