Porto Torres cardioprotetta: «Serve una rete di formazione all'uso di defibrillatori»
La proposta è stata avanzata al sindaco Massimo Mulas e alla sua Giunta dal coordinamento cittadino di Sardegna Al Centro 20Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una Rete territoriale di cardio-protezione per la formazione al primo soccorso e all'uso di defibrillatori per il riconoscimento di Porto Torres quale “Comune Cardio-Protetto”. La proposta è stata avanzata al sindaco Massimo Mulas e alla sua Giunta dal coordinamento cittadino di Sardegna Al Centro 20 Venti di Porto Torres, attraverso i consiglieri comunali Sara Dettori e Quirico Bruzzi, condivisa e sottoscritta anche da tutti i consiglieri degli altri gruppi consiliari, quali Costantino Biello del Partito Sardo d’Azione, Ivan Cermelli Lega, Gian Mario Sircana di Fratelli d’Italia e Carlo Cossu per Sardegna Vera con l’obiettivo di garantire la tempestività dell’intervento in caso di arresto cardiaco. Prima dell’arrivo dei soccorsi professionali, infatti, sono spesso i cittadini presenti sul posto a poter avviare le prime manovre salvavita e utilizzare un defibrillatore. Nel documento – proposta manca la firma di Anita Giaconi, terzo componente in Consiglio di Sardegna al Centro.
Il progetto prevede, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado di Porto Torres dove sono presenti circa 1.400 studenti tra gli 11 e i 18 anni, l’attivazione di percorsi formativi e informativi sulle principali tecniche di primo soccorso: rianimazione cardiopolmonare, disostruzione delle vie aeree, posizione laterale di sicurezza e utilizzo del Dae, attraverso specifici corsi Blsd per gli studenti che abbiano raggiunto l’età prevista per il rilascio della relativa certificazione.
La proposta si inserisce nel solco della normativa nazionale che già prevede iniziative rivolte agli studenti per promuovere la conoscenza delle tecniche di primo soccorso, anche attraverso la collaborazione con il sistema di emergenza territoriale 118 e con le realtà associative presenti sul territorio. «Non vogliamo semplicemente acquistare o collocare defibrillatori – sottolinea Sara Dettori, prima firmataria – ma costruire attorno ad essi una vera rete di persone formate e consapevoli. Un DAE è realmente uno strumento salvavita quando, in caso di necessità, qualcuno sa dove trovarlo, sa come utilizzarlo e soprattutto è pronto ad intervenire».
La proposta punta a creare un percorso graduale che coinvolga tutti gli studenti delle scuole secondarie cittadine, consentendo ai più giovani di acquisire almeno le conoscenze fondamentali del primo soccorso e prevedendo, per coloro che abbiano raggiunto l’età prevista, anche la possibilità di conseguire la certificazione. Nella richiesta articolata si propone che il Comune promuova, con cadenza annuale, corsi di primo soccorso e Blsd rivolti ai cittadini adulti, dando priorità, dove possibile, ai nuclei familiari nei quali siano presenti persone fragili. Inoltre si chiede un censimento completo dei Dae presenti nel territorio comunale, coinvolgendo anche cittadini, associazioni, attività commerciali, società sportive, enti e istituzioni. Sardegna al Centro 20 Venti chiede che venga realizzata una mappa pubblica e costantemente aggiornata dei defibrillatori presenti a Porto Torres, facilmente consultabile attraverso il sito istituzionale del Comune. Per rendere concreto il progetto, si propone di prevedere nel Bilancio comunale le risorse necessarie per garantire la formazione degli studenti. Sulla base delle stime, il costo dei percorsi formativi potrebbe essere compreso indicativamente tra 25 e 35 euro per studente, per un impegno complessivo stimato nell’ordine di 35-49 mila euro, al quale aggiungere le risorse da destinare annualmente alla formazione dei cittadini adulti.
«Riteniamo che si tratti di una spesa sostenibile e soprattutto di un investimento ad altissimo valore sociale – evidenziano Dettori e Bruzzi –. Se anche una sola persona formata riuscisse, grazie a ciò che ha imparato, a salvare una vita, l’investimento dell’Amministrazione avrebbe già prodotto un risultato incalcolabile». Il progetto potrebbe essere realizzato anche attraverso una manifestazione di interesse rivolta agli enti del Terzo settore e alle associazioni abilitate presenti nel territorio.
