Salito sulla sua auto ieri mattina per recarsi in ufficio, il direttore del Parco nazionale di La Maddalena, Giulio Plastina, si è subito reso conto che qualcosa non andava nella stabilità del veicolo; per questo si è diretto dal proprio meccanico di fiducia e, dopo un rapido controllo, questi lo ha informato che tutti e cinque i perni della ruota anteriore sinistra erano stati rimossi, mentre i bulloni delle restanti tre ruote erano stati dolosamente allentati. «Il meccanico è stato categorico», ha dichiarato il direttore Plastina: «Mi ha confermato che non si è trattato di un guasto, ma di un intervento manuale volto a provocare un incidente. Mi è stato detto chiaramente che avrei potuto perdere la vita o causare una strage. Il pensiero più doloroso va a mio figlio, che utilizza quell’auto più di me: è un miracolo che non sia accaduto l’irreparabile». Uno scenario inquietante.

Plastina non ha dubbi che si sia trattato di «un atto intimidatorio compiuto con la piena consapevolezza di poter far del male. Sono profondamente scosso e amareggiato dalla cattiveria di questo gesto, ma voglio essere chiaro: non arretro di un centimetro. Continuerò a svolgere il mio lavoro con la stessa determinazione di sempre». Come se non bastasse però c’è un altro fatto che rende l’accaduto inquietante; sempre questa mattina è stata rinvenuto, nel giardino del parco un mezzo di servizio dell’ente con un finestrino infranto; qualcuno, evidentemente, nottetempo vi si era introdotto, saltando il muro o il cancello. Due atti che sembrano essere fortemente collegati tra loro e legati a una strategia probabilmente unitaria: un attacco coordinato volto a colpire la figura del direttore e l’istituzione che rappresenta. Giulio Pastina ha guidato per quasi un anno da solo l’ente, in quanto questo mancante del presidente e del consiglio direttivo, assumendosi la responsabilità di diverse decisioni. Riguardo l’accaduto, Plastina ha presentato denuncia presso la locale stazione dei carabinieri. Sono già state richieste le acquisizioni delle immagini delle telecamere di videosorveglianza in via Leopardi, dove era posteggiata l’auto, e in via Giulio Cesare, sede del Parco, volte alla identificazione dei responsabili o del responsabile delle azioni. Solidarietà e condanna del gesto stanno giungendo al direttore da parte dei rappresentanti delle istituzioni e da diversi cittadini. Claudio Ronchi

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