«La festa liturgica dei nostri santi patroni Gavino, Proto e Gianuario quest'anno si colloca all'interno della 30ª domenica del tempo ordinario con le letture dove il nucleo centrale del messaggio in esse contenuto è l'amore. L'amore che va trasmesso manifestandolo, l'amore che è manifestato poi viene contagiato. La nostra festa quindi, già posta in questo mirabile contenitore, non può che ricevere ulteriori dettagli di riflessione considerati attraverso la lente suprema dell'amore». Queste le parole dell’arcivescovo metropolita di Sassari, monsignor Francesco Antonio Soddu che, domenica pomeriggio, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Gavino, Proto e Gianuario a Porto Torres in occasione della Festa Liturgica dei Santi Martiri Turritani. La santa messa è stata celebrata alla presenza dei sacerdoti della diocesi turritana davanti ai tanti fedeli che hanno voluto condividere un momento di preghiera in occasione del Dies Natalis, in ricordo del giorno del martirio dei santi patroni. «Gavino, Proto e Gianuario, nell'amore di Dio, hanno saputo innestare l'amore per il prossimo- ha proseguito l’arcivescovo durante la messa liturgica-. Compresero che senza l'amore di Dio l'amore del prossimo poteva sì essere anche buona cosa ma sarebbe stato limitato oppure ancora poteva ridursi a pura filantropia. L'amore di Dio, invece, li ha spinti fino ad essere il riflesso del seme fruttuoso che è seminato, arrivato alla terra e sotto di essa muore e produce molto frutto. Questo seme della loro vita orientata e offerta nell'amore di Dio non ha potuto essere perciò disperso dagli agenti atmosferici o dalla natura infestante e neanche dagli animali che del seme si nutrono, così come nella parabola del seme gettato nel campo, del buon seminatore. Il loro unico scopo era ed è stato raggiungere le vette del regno proclamato dal Signore nel messaggio di salvezza». La missione, la testimonianza di Gavino, Proto e Giannuario, prolungamento dell'azione di Gesù, espressione del medesimo dono d'amore ha fondato la Chiesa nel nostro territorio. «Dall'antica Turris Libisonis , il primo nucleo della fede cristiana nato dall'esempio missionario dei nostri santi patroni conserva e rende attuale questo seme fecondo affinché il mondo creda e aderisca all'amore immenso del padre che nel figlio ci ha redenti dal male». La celebrazione si è conclusa con la benedizione solenne e l'annessa indulgenza plenaria per tutti i fedeli presenti. Subito dopo, l'arcivescovo si è recato in preghiera nella cripta della basilica, dove sono custodite le spoglie dei Santi Martiri.

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