Guardia di Finanza di Sassari, stretta su evasione e frodi: oltre 9mila interventi e sequestri per oltre 3 milioni
I dati si riferiscono al 2025 e ai primi cinque mesi del 2026Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
9500 interventi e 660 indagini tra il 2025 e i primi 5 mesi del 2026 per la Guardia di Finanza di Sassari. A illustrarli, stamattina nella caserma del Corpo in via Gavino Pinna, il colonnello Marco Sebastiani, comandante provinciale delle Fiamme Gialle. 225 le indagini per intervenire su frodi fiscali e profili di riciclaggio, 73 le persone denunciate per reati tributari. «Sono state sottoposte a sequestro disponibilità patrimoniali e finanziarie costituenti profitto dell’evasione e delle frodi fiscali, per un valore di oltre 3 milioni di euro, nonché scoperto circa 4 milioni di euro di crediti d’imposta inesistenti o non spettanti», ha affermato il militare nel corso della cerimonia per il 252° anniversario dalla Fondazione del Corpo.
12 le proposte di cessazione della partita Iva per soggetti economici dal profilo di pericolosità fiscale e segnalati per il preventivo “blocco” circa 1,4 milioni di euro di crediti fiscali non spettanti o inesistenti, riferisce il colonnello, al fine di impedirne il possibile utilizzo improprio attraverso la compensazione di debiti fiscali “veri”. Focus particolare sull’evasione fiscale internazionale, realizzata anche attraverso piattaforme digitali, l’omessa dichiarazione di plusvalenze tassabili in Italia o maturate nel settore dei cripto asset.
«È stato assicurato- continua il comandante provinciale- al contempo, un costante presidio nel contrasto al sommerso economico. Le attività ispettive, infatti, hanno permesso di individuare 138 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco, nonché 225 lavoratori in “nero” o irregolari, consentendo di rilevare ipotesi di illecite esternalizzazioni di manodopera e di indebito sfruttamento dei lavoratori». Interventi rilevanti anche per tutelare la spesa pubblica, e nel vigilare sul corretto utilizzo delle risorse dell’Unione europea e nazionali. 448 quelli sui principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale e assistenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale. Nell’ambito del Pnrr, continua Sebastiani, «sono stati eseguiti 148 interventi per verificare la spettanza, a cittadini e imprese, di crediti d’imposta, contributi e finanziamenti oltreché la corretta esecuzione delle opere e dei servizi oggetto di appalti pubblici, per circa 60 milioni di euro».
Sui fondi dell’Unione europea, tra cui gli aiuti previsti dalla Politica Agricola Comune, «i Reparti del Corpo hanno concluso 15 interventi, accertando frodi, attuate attraverso la presentazione di dati non veritieri e di falsi titoli di proprietà, per oltre 89 mila euro, denunciando 6 responsabili. Sul fronte della spesa pubblica nazionale, nello stesso periodo, sono stati effettuati 304 interventi, di cui 255 in tema di reddito di cittadinanza, assegno di inclusione e supporto per la formazione e il lavoro, 36 controlli a tutela del diritto allo studio universitario e 13 in altri settori». In totale le frodi accertate ai danni Ue e dell’Italia sono state superiori a 6 milioni di euro, di cui 830 mila quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria. 128 le indagini sulla spesa pubblica che hanno portato alla denuncia di 115 soggetti e segnalati alla Corte dei conti 14 responsabili, con l’accertamento di danni erariali per più di 9,8 milioni di euro.
