Capodanno, ad Alghero Forza Italia boccia il modello della Regione: «Denari a pioggia, senza una regia»
L’affondi del segratario cittadino, Andrea Delogu, dopo l’esame di punti di forza e debolezza delle manifestazioniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La segreteria cittadina di Forza Italia di Alghero rompe il silenzio sul Capodanno e interviene a luci spente, «dopo aver esaminato a freddo punti di forza e debolezza della manifestazione», per essere «propositivi nell’individuazione delle criticità e delle possibili soluzioni».
Andrea Delogu segretario cittadino degli azzurri e già presidente della Fondazione Alghero, rivendica il ruolo storico del Cap d’Any algherese. «Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni, il Capodanno di Alghero continua a essere un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna».
Le edizioni post-pandemia, ricorda, avevano consolidato l’immagine della città come “Capodanno di Sardegna”. Secondo Delogu la responsabilità dell’attuale arretramento ricade sulla Giunta regionale. «L’assessore Cuccureddu ha cercato sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo, distribuendo risorse pubbliche senza alcuna strategia, senza meritocrazia e con il solo criterio del “se spendi 1000 ti do 500”». Una scelta che, sostiene, «non premia la qualità dei progetti né la loro valenza culturale, ma rappresenta semplici erogazioni a pioggia».
Un’impostazione che, secondo Delogu, ha condotto a risultati modesti. «A livello regionale è stato un vero flop: i numeri millantati, 200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono neppure le 100.000, composte quasi esclusivamente da residenti e non da turisti».
Altro effetto negativo sarebbe la competizione tra territori. «Si è creata concorrenza fra città e paesi vicini, senza concertazione e senza una cabina di regia. Nessun prodotto regionale, solo eventi in competizione tra loro».
Nel mirino anche il sindaco di Sassari: «Ha copiato di sana pianta il modello Alghero, pensando al proprio orticello e dimenticando di essere a capo della Città Metropolitana». Ma il giudizio più severo riguarda l’amministrazione algherese. «Preoccupa il silenzio e l’appiattimento del nostro sindaco e della sua maggioranza, che non hanno evidenziato questa situazione. Se non si interviene, Alghero rischia un progressivo depauperamento del ruolo costruito in anni di lavoro», avvisa Andrea Delogu secondo cui occorre cambiare approccio. Tra i nodi da affrontare, anche la calendarizzazione degli eventi. «Per sostenere il tessuto economico serve programmare una tre giorni di concerti in periodi più favorevoli, con ponti e weekend, non in un lunedì e martedì lavorativi».
Infine, una stoccata sulla festa di San Michele 2025: «Fa sorridere che Progetto Alghero (gruppo di maggioranza n.d.r.) parli di una ritrovata anima catalana. L’acqua calda era stata già scoperta nel 2021, quando San Miquel ospitò il Festival del Folklore Catalano dopo vent’anni, permeando la città di spirito catalano e sardo».
