Saras: l'inchiesta è apertaLa Commissione nell'Isola
La necessità di controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la rivisitazione del sistema di appalti e subappalti con il massimo ribasso e la precarietà del lavoro, sono i tre filoni sui quali si sta indirizzando il lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle 'morti bianche', oggi a Cagliari per un'audizione con tutti i soggetti interessati nella vicenda dei tre operai morti alla Saras, lo scorso 26 maggio. Intanto, sono stati dissequestrati gli impiantiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lo ha detto il vicepresidente della commissione, il sen. Paolo Nerozzi (Pd) affiancato dai commissari sen. Cecilia Donaggio e Armando Valli. Alle audizioni hanno preso parte anche i parlamentari sardi Piergiorgio Massidda, Mariano Delogu e Amalia Schirru, oltre al sen. Benedetto Adragna della Commissione Lavoro del Senato in "missione privata". Poco prima del sopralluogo pomeridiano all'impianto di desolforizzazione della Saras, dove hanno perso la vita i tre operai della Comesa, Nerozzi ha anche spiegato che gran parte dell'audizione, durante la quale sono stati acquisiti diversi documenti, è "segretato". Oltre al procuratore Mauro Mura, ai responsabili delle forze dell'ordine, delle forze sociali, associazioni professionali ed enti previdenziali ed ispettivi, la delegazione della commissione ha incontrato i rappresentanti della Saras, guidati dal portavoce Stefano Felucchi, mentre l'azienda dei tre operai, la Comesa ha deciso di non inviare il proprio 'responsabile rischì ed ha proposto l'incontro tra i commissari ed il proprio avvocato, ma la richiesta non è stata accettata. Come sottolineato dal vicepresidente, il lavoro della commissione servirà al Parlamento per eventuali interventi legislativi sulla materia, ma ha anche ribadito che "basterebbe applicare le norme attuali e non modificarle".
DISSEQUESTRO DELL'IMPIANTO Il Tribunale di Cagliari ha disposto il dissequestro dell'impianto Mildhydrocracking 1 della Saras, teatro dell'incidente che ha causato la morte dei tre operai della ditta Comesa. Lo comunica la società petrolifera della famiglia Moratti in una nota. L'impianto era stato sequestrato per consentire alle autorità giudiziarie di svolgere le indagini.