Sono le tre proposte sulla sanità presentate questa mattina dai Riformatori in una conferenza stampa a Cagliari davanti all'ospedale San Giovanni di Dio. La seconda parte del pacchetto di cinque iniziative avviate prima di Ferragosto con un primo "suggerimento" per la futura legislatura legato alla lotta alla burocrazia. Sul Piano sanitario il consigliere regionale Franco Meloni chiede una "progressiva accentuazione del carattere preventivo e territoriale dell'assistenza con potenziamento delle case della salute, degli ospedali di comunità, degli hospice e della rete alternativa alla degenza ospedaliera". Il Piano prevede una riduzione di posti letto per acuti verso il tasso di 2,5 per mille entro i cinque anni della legislatura e la loro sostituzione con posti letto per la riabilitazione. Per quanto riguarda gli ospedali, i Riformatori ne chiedono sette nuovi in tutta la Sardegna anche attraverso una riqualificazione di quelli esistenti. "Con l'accentramento delle competenze amministrative in capo a un'Agenzia regionale - spiega Meloni affiancato dal deputato Pierpaolo Vargiu e dai consiglieri regionali Attilio Dedoni e Sergio Pisano - si potrebbero arrivare a gare uniche ad esempio per l'acquisto di materiali. Con risparmi per centinaia di milioni: questo consentirebbe di utilizzare parte dei fondi per gli ospedali. Abbiamo già a disposizione 250 milioni, al resto si può provvedere anche attraverso la stipula di un mutuo trentennale". La sede della nuova Agenzia? Non a Cagliari, chiariscono gli esponenti della maggioranza. "» importante decentrare", chiarisce Meloni. Per quanto riguarda i nuovi ospedali la mappa c'è già: Sassari, Cagliari, completamento dei policlinici universitari delle due principali città della Sardegna, San Gavino, Oristano, Sulcis, Alghero e recupero del San Raffaele di Olbia.
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