Pronto soccorso, il nuovo piano della Regione: continuità dei servizi, indennità arretrate e concorso per 44 nuovi dirigenti
Da marzo stop ai medici "gettonisti" per i codici minori in Sardegna: cosa cambiaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una nuova strategia per uscire dalla carenza di personale sanitario nei pronto soccorso dell’Isola. La Regione ha varato il piano per affrontare l’emergenza in vista del 28 febbraio, data di scadenza dei contratti dei cosiddetti medici “gettonisti” impiegati sui codici minori. Obiettivo è garantire da una parte la continuità dei servizi ma, parallelamente, favorire azioni strutturate orientate al rafforzamento stabile degli organici e alla sostenibilità del sistema.
Nel dettaglio per coprire i "codici minori" (quelli meno gravi), dal 1° marzo verranno impiegati i medici già contrattualizzati per i codici maggiori, i cui rapporti sono validi fino al 30 giugno. La gestione sarà flessibile: le risorse verranno utilizzate nelle diverse aziende sanitarie in base alle reali necessità del momento, evitando così chiusure o riduzioni dei servizi.
E poi nuove assunzioni con il rafforzamento degli organici. ARES (l’Agenzia regionale della salute) è pronta a far partire il concorso pubblico per l’assunzione di 44 dirigenti medici specializzati in emergenza-urgenza. L’obiettivo è chiudere le procedure in tempi rapidi: circa due mesi per avere i nuovi medici in corsia già entro maggio.
«Siamo di fronte a un problema reale, che non può essere affrontato con interventi tampone o con il semplice rinnovo di soluzioni emergenziali», le parole della presidente della Regione e assessore ad interim della Sanità, Alessandra Todde.
Oltre alle assunzioni, la Regione punta a motivare il personale già in servizio. Entro il mese di febbraio l’Assessorato regionale della Sanità procederà alla ripartizione tra le aziende sanitarie dell’indennità di Pronto soccorso, prevista dal CCNL per il personale sanitario, infermieristico, tecnico, della riabilitazione e per gli operatori socio-sanitari assegnati ai servizi di emergenza. Le risorse riguarderanno le annualità 2023, 2024 e 2025 e, una volta completata la ripartizione, saranno tempestivamente trasferite alle aziende per l’erogazione al personale avente diritto.
Infine, per evitare che la mobilità dei medici verso altre sedi crei nuovi "buchi" nel sistema, la Regione attiverà un avviso unico regionale per prestazioni libero-professionali. Una mossa che servirà a garantire risposte omogenee in tutta l’Isola, evitando che alcuni territori restino più scoperti di altri.
(Unioneonline)
