Uras, Consiglio comunale zoppo: ancora bufera dopo la seduta convocata senza i numeri legali
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È un valzer di numeri, accuse, polemiche ma anche silenzi. La convocazione dell'ultimo Consiglio comunale di Uras, martedì sera, ha scatenato un putiferio. Nonostante le dimissioni di sette consiglieri, il 30 settembre, che hanno fatto venire meno il numero legale per continuare a governare, il sindaco Samuele Fenu è andato avanti per la sua strada: ha surrogato il dimissionario Salvatore Tuveri, l'unico che nelle motivazioni non aveva fatto riferimento a divergenze politiche, e ha fatto entrare la nuova consigliera Emanuela Urracci.
Intanto in Regione ieri mattina è arrivata una nota firmata dai cittadini che martedì sera hanno seguito il consiglio, Laura Dessì, Elena Caddeo e Grazia Ibba: «La prima udienza alla quale non si è presentato nessuno non è stata verbalizzata, come invece prevede il regolamento - si legge - La segretaria ha risposto che non era necessario. Si chiede come è possibile». Ma non solo: «Al Consiglio, in seconda convocazione, erano presenti 5 consiglieri più il sindaco. Il regolamento prevede la validità della riunione con la presenza di 6 componenti. Si chiede chiarezza, subito».
Martedì sera, dopo il Consiglio, sulla pagina Facebook del Comune, è apparso un comunicato dove si legge che «le motivazioni che hanno indotto le dimissioni non sono risultate uniformi né condivise tra i consiglieri coinvolti, consentendo pertanto di procedere regolarmente alla surroga del consigliere dimissionario per motivi diversi da quelli per lo scioglimento del consiglio comunale». I dimissionari, quindi Luca Schirru, Paolo Porru, Rita Piras, Alberto Cera, Anna Maria Dore, Antonio Melis e Salvatore Tuveri, invece sono compatti: «Stiamo valutando eventuali azioni legali sulle dichiarazioni diffuse via Facebook. Ciò che è stato scritto non corrisponde alla realtà dei fatti. Le dimissioni ai sensi dell'articolo 141 comma 3 del Tuel sono contestuali a prescindere dalle motivazioni. Il sindaco rischia di pagarsi i danni erariali di una convocazione fatta impropriamente e fuori. questa condizione. Il sindaco ha dimostrato di essere attaccato alla poltrona».
Sempre ieri è intervenuta anche la consigliera subentrata al posto di Tuveri, Emanuela Urracci: «Ha prevalso il senso di responsabilità verso i nostri concittadini, non potevamo permettere che questo paese sprofondasse nell'inerzia». L’assessore regionale agli Enti locali Francesco Spanedda, al quale i dimissionari hanno chiesto di valutare eventuali irregolarità, ricordando la mancanza del quorum legale per la convocazione del Consiglio, preferisce non rilasciare dichiarazioni.
