«Vuole fare il paladino della giustizia, quando diversi anni fa è stato anche lui, assieme al resto della Giunta, a votare a favore del cogeneratore. I cittadini, fortunatamente, non dimenticano». L'ex sindaco di Simaxis, Giacomo Obinu, ora nei banchi dell'opposizione, si scaglia contro il primo cittadino Ignazio Addari che, ieri, ha sollevato il problema dei cattivi odori provenienti dall'impianto della Hmo Srl, che si occupa della gestione e del trattamento di sottoprodotti animali. Addari ha inviato una nota a vari enti, tra cui la Procura, i Carabinieri e l'Arpa, per chiedere di intervenire e risolvere la vicenda delle emissioni di odori sgradevoli. Ma Obinu non ci sta: «Troppo comodo intervenire oggi per far vedere che è dalla parte dei cittadini. Questi odori si sentono da quando esiste l'impianto. Non conto le volte che anche io ho segnalato il problema. Qua nessuno dimentica che lui fu uno di quelli che approvò il progetto».

Non si è risparmiato neanche l'assessore Nicola Cherchi: «Il 19 dicembre 2012, quando a Simaxis si discuteva pubblicamente dell’impianto di cogenerazione alimentato con derivati degli scarti di macellazione, Ignazio Addari era vicesindaco e non fu tra coloro che si opposero alla realizzazione dell’impianto. Dopo aver chiesto chiarimenti sulle emissioni e sui possibili effetti dei fumi sull’ambiente e sulla salute, concluse il proprio intervento con queste parole: «Ciò che ci deve interessare non è il guadagno delle Società, ma solo gli effetti che possono avere i fumi nell’ambiente e sull’uomo, per cui se il processo produttivo salvaguardia la salute e l’ambiente possiamo stare tranquilli». Nella stessa assemblea ci fu chi assunse invece una posizione molto diversa, definendo quell’impianto poco adatto al territorio, fuori luogo e sostenendo apertamente che non avrebbe dovuto essere realizzato nel Comune di Simaxis. Addari non disse questo - va avanti Cherchi -  Faceva parte della maggioranza che amministrava il paese e che, nel corso di quella seduta, non si oppose alla realizzazione dell’impianto, difendendone l’iter e sostenendo che, una volta rispettate le prescrizioni e garantita la tutela della salute e dell’ambiente, non vi fosse motivo di allarme. Questo è un passaggio importante, soprattutto oggi.
Perché quando si parla di una vicenda che ha inciso sul territorio di Simaxis è giusto ricordare chi, quando quelle decisioni venivano assunte e l’impianto si stava realizzando, manifestò contrarietà e chi invece faceva parte della maggioranza che ne accompagnò la realizzazione senza opporsi. Le opinioni possono cambiare, i ruoli possono cambiare e con il passare degli anni possono cambiare anche le narrazioni. Gli atti pubblici, però, restano». Interviene anche il Comitato per la salute, nato nel 2012 proprio per opporsi al il cogeneratore: «A seguito dei recenti episodi di miasmi odorigeni, diverse persone ci hanno contattato chiedendoci se fosse possibile mettere in atto iniziative di protesta e sensibilizzazione - si legge nella loro pagina Facebook  -  Abbiamo così appreso che un gruppo di cittadini si è già attivato. Noi, ovviamente, siamo assolutamente a disposizione per operare al loro fianco, affinché vengano affrontate le problematiche attuali e si faccia tutto il possibile perché determinate situazioni possano essere comprese, affrontate e, per quanto possibile, non si ripetano. Tuttavia, non possiamo nascondere una certa amarezza nel vedere che oggi l’attenzione verso queste problematiche venga presentata da alcune persone come una nuova battaglia a difesa della nostra comunità, quando per anni abbiamo portato avanti questo impegno, spesso incontrando difficoltà, incomprensioni e giudizi nei confronti del nostro operato, arrivando, in alcuni casi, a sentirci persino denigrati e delegittimati proprio da quelle stesse persone. Ricordiamo infatti che, nel corso degli anni, il nostro impegno e le nostre posizioni sono stati talvolta considerati eccessivi o allarmistici, mentre noi continuavamo semplicemente a sostenere la necessità di prestare attenzione alle problematiche che avevamo sollevato e alle preoccupazioni espresse da numerosi cittadini. Oggi, come ieri, ciò che sta accadendo ci porta a ritenere che la scelta di istituire questo Comitato nel lontano 2012 fosse una scelta giusta e che le ragioni che ci spinsero allora ad impegnarci meritassero certamente maggiore attenzione. Il Comitato è e rimane a disposizione dei cittadini». 

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