L’obiettivo è costruire un quadro condiviso delle criticità e individuare soluzioni tecniche sostenibili e concretamente attuabili, a partire dal contributo diretto di chi vive e lavora nei territori, in particolare pescatori e agricoltori. Un finanziamento di 3,5 milioni di euro assegnato dalla Regione dà il via alla fase operativa del Programma di Azioni del Contratto delle zone umide dell'Oristanese. Promosso dalla Fondazione Medsea e sottoscritto dai Comuni di Arborea, Arbus, Cabras, Guspini, Nurachi, Oristano Palmas Arborea, Riola Sardo, San Vero Milis, Santa Giusta, Terralba, insieme alla Provincia di Oristano, al Consorzio di Bonifica e alla Regione.

Le risorse, destinate al Comune di Nurachi, ente capofila del Contratto, serviranno per interventi di monitoraggio delle dinamiche idriche e di contrasto all’erosione costiera. Il finanziamento regionale prevede 2,75 milioni di euro per la creazione di una rete di monitoraggio sulla qualità delle acque negli stagni e piccoli interventi di mitigazione finalizzati a migliorare la funzionalità ecologica e la sicurezza idraulica del sistema, e 750.000 euro per contrastare i fenomeni di erosione delle sponde di stagni e lagune. Il percorso partecipativo avrà una durata di circa tre mesi e sarà articolato con cadenza quindicinale, alternando tavoli territoriali e momenti di approfondimento tecnico con gli enti coinvolti.

Gli esiti degli incontri saranno sistematizzati in documenti operativi a supporto della progettazione degli interventi. I primi appuntamenti sono previsti per metà maggio.

«Con l’avvio di questo percorso entriamo finalmente nella fase operativa», ha dichiarato il Sindaco di Nurachi e coordinatore del Contratto, Renzo Ponti. «Dopo l’assegnazione delle risorse, il punto è tradurle in interventi efficaci. Per questo abbiamo scelto di applicare un approccio partecipato: le soluzioni funzionano solo se costruite insieme ai territori. Le zone umide sono infrastrutture naturali fondamentali per l’adattamento climatico - ha aggiunto Ponti - Proteggono le coste, regolano i flussi idrici e sostengono attività economiche locali. Investire su questi sistemi significa investire sulla resilienza del territorio”. Ponti ha infine sottolineato l’importanza di rafforzare la governance del sistema: “Accanto agli interventi, serve consolidare strumenti e strutture permanenti per la gestione e l’attuazione del Piano delle Azioni, così da dare continuità al lavoro avviato». 

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