La corsa del virus della lingua blu rallenta? Non nell’Oristanese dove, nonostante gli ultimi dati dell’istituto zooprofilattico a livello regionale, l’epidemia continua a dilagare.

Nelle ultime tre settimane, rileva la Asl di Oristano, i capi morti sono aumentati del 121%, quelli contagiati del 58%, il numero di focolai è invece cresciuto del 31%.

Questi i dati forniti dal Servizio di Sanità Animale della Asl 5, diretto dal dottor Enrico Vacca: i capi morti sono 7.256 (a inizio ottobre erano 3.272), gli ovini contagiati 30.467 (erano 19.279), i focolai 749 (erano 571)

I sierotipi prevalenti sono il 3 e l’8, in qualche allevamento si registra anche la presenza del 4. E l’indice di mortalità in tre settimane è raddoppiato, passando dall’1,25 al 2,38 per cento.

Vacca sottolinea i «rilevanti danni economici per le aziende», anche per via dei «numerosissimi aborti» e dei molti ovini che «per almeno un anno non saranno in grado di essere produttivi».

LE RESTRIZIONI

Il dottor Vacca ha ricordato le restrizioni in vigore: «Da tutto l’oristanese le movimentazioni di animali della specie ovina, caprina e bovina, da vita, verso le zone non interessate dalla circolazione virale devono essere concordate con i servizi veterinari di partenza e destinazione con prenotifica di almeno 48 ore e le stesse movimentazioni sono subordinate al rispetto di alcune misure di riduzione del rischio, come il trattamento con insetto repellente e successivo test PCR. Le movimentazioni di animali delle stesse specie suddette solo da macello all’interno del territorio nazionale possono essere consentite senza restrizioni, a condizione che gli animali non presentino segni clinici il giorno del trasporto, siano macellati entro 24 ore dall’arrivo al macello di destinazione e che i mezzi di trasporto siano trattati con insetticida».

(Unioneonline/L)

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