Proseguono senza sosta le operazioni per il raggiungimento dello speleologo bloccato da ieri pomeriggio in una grotta a Urzulei. Sul posto hanno lavorato tutta la notte le unità del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, trenta unità dei Vigili del Fuoco specializzate in questo tipo di operazioni e diversi uomini della Protezione Civile di Dorgali.

Nei pressi della grotta in località Gorruppeddu è stato allestito un posto di comando avanzato per il coordinamento delle operazioni.

Il gruppo di sardi, impegnato in un’escursione, è stato sorpreso da una frana di terra e massi. Un giovane speleologo è rimasto intrappolato a 10 metri di profondità, la gamba intrappolata dai massi. È vivo ma ferito, praticamente sepolto dai detriti.

Le operazioni per raggiungere l’escursionista, che sono proseguite per tutta la notte, si stanno rivelando molto complicate: tanto il materiale da asportare, diversi i massi instabili che richiedono cautela nei movimenti per evitare che franino anch’essi.

Grazie al supporto dell'Aeronautica militare sono stati trasferiti in elicottero di tre ulteriori tecnici del Soccorso alpino e speleologico specializzati nella disostruzione provenienti dall'Italia centrale e di altri otto tecnici sardi.

La grotta in questione è chiamata Nurra Gorroppeddu, si trova a 883 metri d’altitudine, in una zona impervia e difficile da raggiungere con l’auto. L’uomo era circa a metà della grotta, a una decina di metri dall’ingresso, quando è stato quasi sepolto da una scarica di terra e pietre che lo ha intrappolato. Immediato l’allarme lanciato dai compagni d’escursione.

Simone Loi

(ha collaborato Roberto Secci)

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