Macomer diventa sede di eventi sportivi paralimpici regionali e nazionali
I massimi rappresentanti del Cip regionale hanno illustrato le varie linee di intervento, anche economico, a disposizione e dato indicazioni alle società sportivePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nella prossima stagione sportiva Macomer sarà sede di vari eventi sportivi paralimpici regionali e anche nazionali. E' quanto stabilito dal Comitato Italiano paralimpico, annunciato durante un incontro che si è svolto a Macomer nell'aula consiliare, al quale vi hanno partecipato il presidente e il vice presidente del Cip, Claudio Secci e Sandro Fiori, con tutte le associazioni sportive di Macomer, la Consulta dello Sport, operatori del mondo dell’inclusione sociale e singoli cittadini.
I massimi rappresentanti del Cip regionale hanno illustrato le varie linee di intervento, anche economico, a disposizione e dato indicazioni alle società sportive sul come muoversi, anche burocraticamente, per potervi accedere. I rappresentanti delle società sportive hanno quindi messo in evidenza le difficoltà che incontrano quotidianamente, in particolare sulla mobilità, fino alla carenza di tecnici formati. Il presidente del Cip, Claudio Secci, ha preso atto della situazione e ha raccolto le osservazioni, rispondendo e ponendosi come punto di riferimento per tutte le società che vogliano intraprendere il percorso paralimpico. Su 25 società presenti a Macomer, con squadre e singoli atleti, partecipano a campionati o tornei. Tre di queste hanno squadre paralimpiche iscritte e operanti mentre altre potrebbero essere in procinto di crearsi; tante altre nel quali sono presenti singoli atleti. «È un movimento in continua crescita perché in crescita è la sensibilità e, con essa, le opportunità di fare attività paralimpica - dice l'assessore allo sport, federico Castori - ci porremo come facilitatori e promotori di un gruppo di lavoro che possa essere di ausilio alle società sportive che vogliono intraprendere questa strada. Abbiamo il Cip come punto di riferimento, le società che già operano in questo settore. Abbiamo avuto la disponibilità di chi già da anni opera nel mondo dell’inclusione e di chi lavora nella neuropsichiatria infantile. La Consulta dello Sport si è messa a disposizione come coordinatrice. Abbiamo tutte le carte in regola per far bene».
