La palestra comunale si è riempita all'inverosimile. La condanna all'attentato che ha sconquassato il Municipio di Ottana è stata quindi unanime e la solidarietà arriva da tutte le parti dell'Isola, con i comuni di mezza Sardegna, rappresentati dai sindaci, che sono arrivati numerosi nel paese che fino a qualche anno fa ha ospitato la grande industria. Ora sono rimaste le macerie, come quelle lasciate dalla bomba esplosa nel Municipio la notte tra venerdì e sabato. Stasera la risposta, decisa e unanime.

Alla riunione del consiglio comunale aperto, sono arrivate rappresentanze di sindaci da tutta l'Isola, anche dalla zone più remote, assieme ai rappresentanti dell'Anci, della chiesa dell'associazionismo sportivo e culturale. Erano presenti in tanti, con le associazioni sportive e culturali del paese, ex operai della fabbrica, per dire no e condannare quanto è successo la notte di venerdì.

«Un attentato del quale non sappiamo il perché e non sappiamo da dove è arrivato - dice il sindaco Franco Saba, commosso per tanta solidarietà - Chi ha ordinato e chi ha eseguito questo atto vile? Chi ha compiuto l'attentato, l'ha fatto non solo colpendo la sede istituzionale, quale il Municipio, ma ha colpito l'intera comunità. Non posso credere che a compiere questo vile gesto sia un nostro concittadino. Crediamo di più ad una oscura organizzazione, che forse non vuole quanto stiamo realizzando per coprire le ferite lasciate dalla grande industria». Tanti gli attestati di condanna e di solidarietà e tutti hanno invitato il sindaco e il consiglio comunale di Ottana ad andare avanti. «Lo faremo e continueremo a portare avanti i programmi  per far rinascere il paese e ridare dignità ad una comunità che ha sofferto la grande crisi. Noi resteremo al nostro posto», ha concluso il sindaco.

 

© Riproduzione riservata