Un tempo tra San Gavino Monreale, Guspini, Villacidro e Arbus c’erano le grandi fabbriche e le miniere che garantivano diverse migliaia di posti di lavoro. Ma ora il Medio Campidano è diventato in buona parte un cimitero di industrie e resiste dal lontano 1932 la fonderia, che assicura più di 130 buste paga. Ecco perché molti giovani e non hanno deciso di puntare sulla terra e sull’agricoltura di qualità. Zafferano (ha il riconoscimento europeo della Dop), riso, miele e legumi sono alcuni dei prodotti di eccellenza del territorio.

Ha sempre amato la campagna Marcello Curreli, 33 anni, nato e cresciuto in una famiglia di agricoltori: «Chi lavora nei campi non ha orari e ci dedica tanto tempo e passione. Oggi lavorare in agricoltura può essere un’importante opportunità. Con la mia famiglia abbiamo un’azienda di circa 80 ettari, ma abbiamo anche un laboratorio di confezionamento e trasformazione dei prodotti agricoli come i legumi (ceci, fave, fagioli, lenticchie), spezie come lo zafferano ma anche aglio, basilico, menta, origano, peperoncino».

Marcello Curreli in una fiera con i prodotti della sua azienda
Marcello Curreli in una fiera con i prodotti della sua azienda
Marcello Curreli in una fiera con i prodotti della sua azienda

Crede da tanti anni nello zafferano ma anche in altre coltivazioni Fausto Caboni, 55 anni: «Coltivo lo zafferano dal 2003 e nel 2007 ho aderito al marchio Dop. Nel complesso ho un’azienda di 40 ettari e coltivo anche cereali, legumi e foraggere. Partecipo a importanti fiere come il salone del gusto di Torino ed altre. Ho convertito l’azienda al biologico dal 2010 spinto dal desiderio etico di rispettare il territorio e di garantire prodotti di qualità e genuini in linea con le tradizioni locali».

Fausto Caboni
Fausto Caboni
Fausto Caboni

Si è innamorata del magico mondo delle api Sandra Pascalis, che si è specializzata nella produzione di miele di qualità: «Ho iniziato la mia attività – spiega – nel 1999 in località ‘Campu Linus’. Ho seguito l’esempio di mio padre perché quella delle api è una passione di famiglia. Come produzione abbiamo il miele mille fiori, quello di cardo e quello di eucaliptus. In campagna in ogni arnia ci sono migliaia di api: la produzione, che va da marzo a luglio, dipende dalla fioritura delle piante. La Sardegna importa percentuali molto alte di questo prodotto: dietro c’è un lungo lavoro fatto di amore e di passione, molta gente è abituata a vedere il miele solo nel vasetto e non capisce come si arrivi a questo prodotto d’eccellenza».

Sandra Pascalis
Sandra Pascalis
Sandra Pascalis

Da decenni porta avanti la coltivazione del riso Stefano Curreli, 61 anni: «Ho iniziato nel 1987 e coltivo circa 45-50 ettari di riso. Ho 8 dipendenti e porto avanti tutta la filiera che va dalla coltivazione del prodotto fino alla trasformazione con risotti pronti e gallette. Esportiamo il riso in tutta Europa a partire da paesi come la Spagna e la Germania. La produzione per ogni ettaro è di circa 70 quintali ma può variare in base all’annata».

Un campo di zafferano
Un campo di zafferano
Un campo di zafferano

Il mercato chiede prodotti di qualità e ha puntato sulla qualità indiscussa della Dop per lo zafferano Giorgio Concu, 60 anni: «Ho scelto da anni questa strada perché ritengo fondamentale certificare la qualità del prodotto soprattutto nel mercato italiano. È di primaria importanza avere aiuti concreti da parte della Regione perché sono notevoli i costi per partecipare a fiere, mercati. In questo modo la Dop ha un senso, solo se hai l’opportunità di allargare i tuoi orizzonti fuori della Sardegna: coltivo una superficie di circa 3mila metri di zafferano e di questi 600 metri con il marchio Dop, ho dato al mio prodotto il nome ‘Manu Deus’». 

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