L’allarme delle associazioni del 118: «La convenzione Areus non copre i costi: il sistema rischia il blocco»
Dalla Crove verde di La Maddalena una richiesta che accomuna tutti gli operatori dell’emergenza-urgenza della SardegnaUn'ambulanza della Croce verde di La Maddalena
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Roberto Murgia e Santino Loi, responsabili della Cooperativa sociale Croce Verde La Maddalena, segnalano in una lettera l’insufficienza delle convenzioni in essere con Areus e il conseguente «rischio di collasso per cooperative e associazioni» che operano nell’ambito del servizio di emergenza-urgenza 118 in Sardegna.
Le cooperative e le associazioni «operano in condizioni economiche e gestionali estremamente critiche. Le attuali convenzioni riconosciute da Areus e finanziate nell’ambito del sistema regionale non risultano più adeguate a coprire i costi effettivamente necessari per assicurare il servizio con continuità, efficienza e sicurezza». Negli ultimi anni, sostengono, «si è registrato un incremento generalizzato e significativo delle spese: dal carburante alle forniture sanitarie, dalle assicurazioni alla manutenzione e all’usura delle ambulanze, dai leasing ai presidi sanitari, fino agli stipendi del personale e ai relativi oneri contributivi». Non essendo state aggiornate le risorse riconosciute dalle convenzioni, «si è determinato uno squilibrio strutturale che non può più essere ignorato né ulteriormente rinviato».
Murgia e Loi – che descrivono una realtà comune a numerosi operatori del settore – chiedono pertanto «che il servizio venga finanziato in misura adeguata ai costi reali necessari per garantirne la continuità e la sicurezza».
Se entro il mese di ottobre, scrivono i due responsabili della Cooperativa sociale Croce Verde La Maddalena, «non arriveranno risposte concrete e interventi realmente capaci di assicurare la sostenibilità economica del servizio, le realtà che oggi garantiscono il 118 sul territorio potrebbero non essere più nelle condizioni di proseguire regolarmente la propria attività».
