Omicidio a San Teodoro, l'amico: "È stato un pazzo maniaco"
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Proseguono le indagini dei carabinieri per fare luce sulla morte di Erika Preti, la giovane biellese uccisa a Lu Fraili, vicino San Teodoro, a colpi di coltello.
Unico indagato resta il fidanzato della 28enne, Dimitri Fricano, ancora ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria dell'ospedale di Olbia, dove è stato portato subito dopo il delitto a causa di alcune ferite da arma da taglio.
Rimediate, questa la sua versione dei fatti, nel corso di una rapina, durante la quale sarebbe appunto avvenuta l'aggressione a Erika.
Una ricostruzione al vaglio degli inquirenti, su cui ieri, nel corso di un'intervista in televisione, è intervenuto Alberto Recanzone, amico della coppia e padrone della villa dove si è consumato il dramma.
"Dall'abitazione sono spariti 500 euro e un Rolex", ha detto l'uomo nel corso della diretta.
Fonti interne all'inchiesta, però, confermano che la circostanza "non risulta".
Pare invece che sia stato Fricano a riferire dell'ammanco a Recanzone. Secondo altre fonti i soldi in questione sarebbero stati ritrovati e restituiti ai familiari del giovane.
Quest'ultimo infatti non avrebbe avuto modo di entrare nella villa dopo l'omicidio, in quanto l'abitazione è posta sotto sequestro.
Gli investigatori sono dunque al lavoro anche per verificare se qualcosa è effettivamente sparito dalla villa, circostanza che potrebbe dare consistenza o meno alla versione dell'indagato.
Intanto Alberto Recanzone anche oggi è andato in tv, su Canale 5, e ancora una volta ha difeso l'amico, ricordando "l'orrore" che ha visto.
"Ho visto Dimitri tutto spaccato in faccia, - ha raccontato - una scena dell'orrore, sangue dappertutto. È stato un pazzo maniaco, si vede che c'è stata la colluttazione. Dimitri viveva per Erika, non è assolutamente il colpevole".
(Redazione Online/l.f.- f.u.)