L’assurda morte di Giuseppe Mannoni: voleva separare gli amici che litigavano per il conto al ristorante
Gli atti dell’inchiesta hanno ricostruito per filo e per segno il decesso del 28enne thiesino: si è messo tra i due compagni di vacanza che stavano duellando per la divisione della spesa e ha pagato con la vitaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Morto per separare gli amici che litigavano sul conto in ristorante. È la storia del decesso di Giuseppe Mannoni che ora emerge dagli atti dell’inchiesta (conclusa di recente) sui fatti avvenuti a Baia Sardinia il 26 agosto del 2024. Ha visto due amici litigare, ha visto un corpo a corpo tra le persone con le quali stava trascorrendo le vacanze e Giuseppe ha pensato che fosse una cosa assurda e pericolosa, per questo è intervenuto. Giuseppe Mannoni, 28 anni, thiesino, ha pagato con la vita un gesto di pace. Le parti (difesa dell’unico indagato e legali della famiglia della vittima) hanno visto le carte del fascicolo della pm di Tempio, Noemi Mancini, e sono atti da brivido.
Le indagini dei carabinieri hanno sciolto tutti i nodi del caso. Giuseppe Mannoni, la sera del 26 agosto di due anni fa, era con tre amici (tedeschi e coetanei). I giovani si fermano in un ristorante per la cena. I quattro dividono la spesa e uno degli amici di Giuseppe fa osservare ad un altro di avere mangiato poco e pagato la stessa quota dei coetanei. Ne nasce una discussione accesa alla quale Mannoni non partecipa, non è lui a parlare del conto.
La cena al ristorante è il tema di punzecchiature e battute. Dopo la discoteca due amici di Giuseppe si affrontano in un parcheggio e si lanciano i bicchieri, sono pronti a darsele. Giuseppe Mannoni con il suo corpo cerca di creare una barriera tra i contendenti. Raggiunto da un pugno, il ragazzo di Thiesi cade e batte la testa. Per la pm Noemi Mancini il trauma cranico è la causa della morte del giovane.
Il pugno sarebbe stato sferrato dal tedesco Arthur Shendrik, residente a Berlino, accusato di omicidio preterintenzionale (difeso dal penalista Luca Montella). I parenti della vittima sono rappresentati dagli avvocati Nicola Satta e Sergio Milia. Per ricostruire i fatti le persone coinvolte sono state sentite all’estero. Un ragazzo di 28 anni morto per un battibecco sul conto di una cena.
