Fanghi della camorra a Olbia? Dopo otto anni cadono tutte le accuse. L’Arpas ammette: «Abbiamo sbagliato»
Clamorosa sentenza a Tempio sul contestatissimo conferimento di rifiuti provenienti da depuratori della CampaniaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A distanza di otto anni dai fatti arriva una clamorosa sentenza del Tribunale di Tempio sul contestatissimo conferimento di fanghi, provenienti da depuratori della Campania, nella discarica consortile del Cipnes a Olbia.
Il giudice Tommaso Andorlini ha assolto con la formula più ampia l’ex presidente del Cipnes, Mario Gattu, e il dirigente responsabile del settore ambiente del Consorzio industruiale, Gianni Maurelli. I due, difesi dall’avvocato Marzio Altana, erano accusati di violazioni delle prescrizioni dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) nel conferimento a Spiritu Santu, la discarica consortile, di fanghi di depurazione provenienti da impianti del territorio di Napoli e Caserta. Nel 2018 l’impianto venne posto sotto sequestro e si parlò anche di infiltrazioni della criminalità organizzata del Casertano. Indagini e processo hanno fatto emergere altri, gravissimi, dati.
Il conferimento di rifiuti altamente inquinanti (idrocarburi e metalli pesanti) è stato smentito dagli stessi soggetti che effettuarono le analisi. Operatori dell’Arpas hanno confermato di avere utilizzato coefficienti del tutto sbagliati, che aumentarono a dismisura le quantità delle sostanze inquinanti.
I depuratori dai quali provenivano i fanghi non erano gestiti da società controllate dalla camorra, erano stati invece commissariati e i conferimenti (dopo anni di sversamenti in aperta campagna nel Casertano) erano regolati da contratti con il Cipnes.
Ultimo dato, il posizionamento dei fanghi dentro la discarica era stato effettuato sulla base di indicazione di personale di polizia giudiziaria. L’avvocato Marzio Altana ha ottenuto l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
