Doddore Meloni, non era un sequestroIl gip di Oristano: "Simulazione di reato"
Il Gip di Oristano ha disposto l’archiviazione del procedimento per il sequestro dell’indipendentista sardo Doddore Meloni. Per il giudice c'è una "grave simulazione di reato".Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nessun sequestro. Anzi, si tratterebbe di "una grave simulazione di reato". Il gip di Oristano, Annie Cècile Pinello, chiude così l'indagine contro ignoti per il sequestro dell’indipendentista sardo Doddore Meloni: per il giudice la notizia di reato è infondata e, per la messa in opera da parte del Meloni, c’è “una grave simulazione di reato”. Le anticipazioni delle conclusioni del gip sono state anticipate dall’Adnkronos.
Meloni, 70 anni, dalle 20 del 14 febbraio scorso, sarebbe stato prelevato dalla sua auto trovata aperta e parcheggiata davanti a casa sua, a Terralba. Dentro, un volantino di rivendicazione: “Visto che la giustizia non ha fatto il suo corso Meloni verrà rilasciato solo quando sarà ritirata la lista Meris. I guardiani della Nazione''. Un movimento totalmente sconosciuto al Ministro dell’Interno.
In Sardegna scattò il piano anti-sequestri. Doddore Meloni riapparve tre giorni dopo, il 17 febbraio, nelle vicinanze di Uras: era provato, ancora incatenato, livido e con un ginocchio gonfio. Secondo le sue dichiarazioni era stato rinchiuso, legato ad una sedia. Veniva ripetutamente percosso mentre veniva interrogato. Non gli è stato dato da mangiare né da bere”.
Sull'episodio, come specifica l'Adnkronos, hanno svolto le indagini le squadre mobili di Oristano e Cagliari, comandate dai dirigenti Pino Scrivo e Leo Testa. Il gip Pinello, accogliendo le tesi del pm, ha così smontato l’ipotesi di un sequestro di persona a scopo politico. Emblematico un passaggio che evidenzia "la totale mancanza di credibilità della persona offesa".
Le indagini della Polizia si sono basate sulle intercettazioni telefoniche (è emerso che le minacce ricevute prima del sequestro sono del tutto inesistenti) e sulla visione dei filmati di tutti i sistemi di videosorveglianza nell’abitato di Terralba (nessuna traccia di un rapimento". Dopo la liberazione Meloni è stato trovato in buone condizioni fisiche nonostante i tre giorni “trascorsi senza cibo né acqua”. Riferimento anche a delle lesioni: Meloni, 'ascoltato' dalle cimici della Squadra Mobile, risalirebbero ai giorni della Sartiglia, prima del sequestro. Dubbi sul comunicato di rivendicazione dei 'Guardiani della Nazione': Doddore viene descritto come un eroe “non pago, non domo”, e si tratta “di affermazioni che provengono direttamente dallo stesso Meloni, o da chi per lui”. Anche le date non hanno convinto: nel corso della prigionia gli fu chiesto di ritirare la lista, Doddore non lo fece, e il rilascio avvenne prima delle elezioni, il 17 febbraio, mentre le consultazioni erano previste per il 24 e 25 febbraio, senza pregiudicare così la campagna elettorale con il risultato di creare una campagna pubblicitaria al leader di ‘Meris’. Gli uomini della Squadra mobile hanno raccolto altri elementi che rendono difficilmente credibile il sequestro.