Accusati di una lunga serie di rapine in banca che fruttarono complessivamente un bottino di 400 mila euro, due pluri pregiudicati nativi del Bresciano, Giancarlo Orrù, di 47 anni, e Marco Lucariello di 37, sono stati raggiunti stamane in carcere da un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del tribunale di Cagliari Roberto Cau. Un terzo provvedimento agli arresti domiciliari è stato notificato ad una donna che avrebbe avuto il compito di riciclare il denaro: è Michela Righetti, 37 anni, nata a Brescia e residente a Serramanna (Cagliari).

IL BLITZ. Sono stati gli agenti della sezione criminalità organizzata della Squadra mobile di Cagliari a dare esecuzione alle tre ordinanze e ad effettuare sette perquisizioni domiciliari che hanno portato al sequestro di materiale documentale ora al vaglio degli inquirenti (dell'inchiesta si occupa il pubblico ministero della procura distrettuale di Cagliari, Paolo De Angelis). Orrù e Lucariello sono in carcere dal 12 febbraio 2008, rispettivamente a Oristano e Alghero, intercettati dalla Polizia dopo l'assalto all'agenzia del Banco di Sardegna di Alghero.

I COLPI. Mesi di indagini hanno consentito agli inquirenti di attribuire alla banda altri cinque colpi messi a segno in Sardegna dal giugno 2007 al gennaio 2008 e almeno altri tre progetti di rapina, tra settembre e ottobre 2007, ad Assemini (Cagliari), Samassi (Cagliari) e Olbia. In tutti i casi nel mirino della coppia di rapinatori ci sono state le agenzie del Banco di Sardegna: il 26 giugno 2007 a Quartu Sant'Elena (bottino 114.564 euro); il 24 luglio a Villasimius (91.000 euro e 23.897 in valuta straniera); il 15 ottobre a Settimo San Pietro (30.000 euro); il 3 marzo a Olbia (130.000 euro); il 29 gennaio 2008 a Cagliari, in viale Sant'Avendrace (20.000 euro).

RICICLAGGIO. Il ruolo di Michela Righetti sarebbe stato quello di provvedere al riciclaggio del denaro contante attraverso l'acquisto di beni o cambiando la valuta estera o comunque realizzando operazioni di copertura per occultare la provenienza illecita dei soldi fungendo da prestanome fiduciario di Orrù.
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