Lungaggini, dubbi e tensioni tra Cagliari calcio e Comune sul canone di concessione del nuovo stadio. 

«I nodi critici vengono al pettine», sostiene il capogruppo di Fratelli d’Italia a palazzo Bacaredda, Pierluigi Mannino. 

«La proposta per la realizzazione del nuovo stadio, presentata dal Cagliari Calcio nel dicembre 2015», spiega, «ottenne accoglimento con la dichiarazione di pubblico interesse a pochi mesi dalle elezioni comunali. Il classico coniglio elettorale estratto dal cilindro del prestigiatore di turno. L’amministrazione Zedda», è l’accusa del meloniano, «ne fece un elemento cardine della campagna elettorale, evocando persino la possibilità di celebrare il centenario del club nel nuovo impianto».

Invece «il centenario è trascorso senza che l’opera prendesse forma, e oggi – dopo oltre un decennio caratterizzato da varianti urbanistiche, modifiche varie, progetti guida- parrebbero persistere ostacoli rilevanti: contrasti interpretativi e ritardi nella definizione dell’accordo definitivo, che impediscono l’indizione della gara d’appalto».

I nodi critici vengono ora al pettine, quindi: «I costi sono lievitati, la partita del centenario si è disputata nell’impianto provvisorio, che ha occupato i parcheggi del defunto mercato di Sant’Elia – mentre lo stadio originario giace in stato di abbandono. Si delinea il rischio che Cagliari», conclude Mannino, «anziché ospitare eventi internazionali come gli Europei 2032, diventi sede di prolungate controversie giudiziarie».

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