Cagliari, Donne in Bici e Micromobilità: «No alle modifiche alle ciclabili di Cep e Fonsarda»
Denunciati «gravi errori tecnici, violazioni di legge e rischi per ciclisti e pedoni»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo la variante del Comune al progetto dei "Percorsi verdi" che ridimensiona le piste ciclabili al Cep e Fonsarda, insorgono le associazioni dei ciclisti. Donne in Bici e Micromobilità, per bocca della sua presidente Kety Piras, esprime forte preoccupazione ed estrema contrarietà rispetto alle modifiche delle corsie ciclabili di via Medaglie d’Oro, via Castiglione e via Flavio Gioia: «Oltre alla mancanza di ascolto e confronto con le associazioni, il nuovo progetto contiene gravi errori tecnici, violazioni di legge e rischi per ciclisti e pedoni».
Piras entra nello specifico: «Le piste a doppio senso sono fuori norma: in via Medaglie d’Oro è prevista una corsia bidirezionale con una larghezza di soli 2 metri, quando la normativa nazionale vigente dice che le piste a doppio senso devono essere di almeno 2 metri e mezzo in totale. Nell’attuale progetto due bici, una cargo bike per il trasporto bambini o un triciclo per persone con disabilità rischiano di scontrarsi. In via Castiglione e via Flavio Gioia, invece, lo spazio di separazione tra le auto parcheggiate e la ciclabile è di soli 50 centimetri, così chi apre la portiera senza guardare colpirà in pieno il ciclista di passaggio». Piras continua: «Negli incroci non è previsto l'arretramento della pista. Chi guida un'auto e svolta a destra non vedrà chi arriva in bici. Inoltre, nella relazione tecnica di progetto viene proposto di far scendere i ciclisti e far portare loro la bici a mano sulle strisce pedonali nei punti di interruzione. È inconcepibile. Per non parlare della pista che passerà davanti alla fermata del pullman. Chi scende dal bus metterà i piedi direttamente sulla ciclabile, con rischi specialmente per anziani e bambini».
Piras lancia un appello al Comune: «Chiediamo di correggere subito il progetto inserendo le varianti di sicurezza necessarie. Se le cose devono essere fatte male mettendo a rischio la vita delle persone, è meglio non fare nulla». L’associazione ha mandato una pec al Comune, appena protocollata da quest’ultimo, e si dice a disposizione per un confronto immediato.
