Nomine in mattinata, dubbi e perplessità già in serata. Finisce nel mirino del consigliere regionale di Alleanza Sardegna Stefano Schirru l’incarico di direttore amministrativo dell’Arnas Brotzu conferito all’ex militare della Guardia di Finanza in pensione Antonio Guerrieri (al vertice del settore sanitario il Dg Maurizio Marcias ha chiamato Giorgio Carboni, già manager della Asl del Medio Campidano e autore di un ricorso al presidente della Repubblica contro i commissariamenti decisi dalla Giunta Todde). 

«La normativa nazionale è chiara», spiega Schirru, «la nomina deve avvenire attingendo agli elenchi regionali di idonei, previo avviso pubblico e selezione.  La stessa Regione ha inoltre ammesso l’assenza dei criteri nazionali necessari per la costituzione degli elenchi regionali, rinviando all’applicazione di norme transitorie che non possono in alcun modo giustificare scorciatoie o interpretazioni arbitrarie».
Eppure, prosegue l’esponente dell’opposizione,  «la selezione non risulta né bandita né esperita e, stando così le cose, appare fondato il dubbio che il direttore amministrativo, peraltro collocato in quiescenza, non sia in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente».

I dubbi di Schirru «si rafforzano ulteriormente alla luce  della norma  che consente il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza», come Guerrieri, «esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a due anni. La delibera di nomina, invece, prevede un incarico triennale e non fa alcun riferimento alla gratuità, esponendo l’amministrazione a un concreto rischio di illegittimità degli atti, contenziosi e ulteriore instabilità amministrativa».

Il consigliere regionale si domanda: «Che cosa sta succedendo nella sanità regionale? Si pensa davvero di poter operare in una zona franca, dove le regole possono essere aggirate e le istituzioni gestite senza programmazione, responsabilità e rispetto delle norme? Il prezzo di questo caos lo pagano i cittadini, con servizi sempre più fragili, disuguaglianze crescenti e liste d’attesa infinite».

(Unioneonline/E.Fr.)

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