Alghero, addio al paradiso degli abusiSigilli al camping Sant'Igori
Ieri, dopo trent'anni di villeggiature estive, le famiglie hanno dovuto lasciare i loro alloggi, per obbedire a un provvedimento di sgombero deciso dal tribunale di Sassari nell'ambito dell'inchiesta su una presunta lottizzazione abusiva.Sei ettari di pineta e macchia mediterranea. Roulotte e casupole in legno che si susseguono in fila indiana fino ad arrivare al mare azzurro di Porto Conte.
Niente di più che una baraccopoli, per gli ambientalisti, che da anni cercano in tutti i modi di cancellare il campeggio Sant'Igori. Un'oasi di pace a buon mercato, invece, per la Liberturist, la società proprietaria del terreno di cui ognuno dei duecentoquaranta soci detiene una piccola quota. Ieri, dopo trent'anni di villeggiature estive, le famiglie hanno dovuto lasciare i loro alloggi, per obbedire a un provvedimento di sgombero deciso dal tribunale di Sassari nell'ambito dell'inchiesta su una presunta lottizzazione abusiva.
VALIGE Rabbia e disperazione sui volti delle persone che fanno su e giù con le valige in spalla. Ovunque portabagagli carichi di vestiti, cibo e stoviglie. C'è chi smonta gazebo, chi dà un'ultima annaffiata alla vigna. «Fino a prova contraria siamo indagati, non condannati, invece ci hanno già dato la sentenza», tengono a precisare i possessori delle piazzole alberate ottenute di diritto con l'acquisto delle quote societarie. «Qui solo gente onesta, lavoratori che non potrebbero permettersi un'altra tipologia di vacanza». Appena saputo del decreto di sequestro preventivo, tramite gli avvocati, hanno provato a chiedere una proroga, per salvare il mese di agosto, «ma la risposta è stata picche - dicono i turisti - non capiamo tanto accanimento, non c'è alcun pericolo di inquinare le prove o di intralcio alle indagini».
ADDIO FERIE Fine brusca delle ferie al mare, quindi. Molti sono sardi, faranno rientro a casa in macchina in poche ore. Però ci sono tantissimi turisti continentali con il biglietto di ritorno prenotato per settembre. Come Christine, di Chamonix. «Non riesco a trovare un volo - giura - mi ritrovo da sola con un bimbo di cinque anni e non so dove andare». Sull'orlo di una crisi di nervi anche Ivana, milanese, due figli. «Il piccolo è asmatico - racconta in lacrime - avevo programmato la vacanza al mare proprio per lui».
DA TORINO Un pensionato di Torino ha preferito affittare un appartamento in centro città «duemila euro mi è costato, ma sta per arrivare mia figlia e non avevo dove ospitarla».
Il paradiso privato di impiegati e imprenditori da oggi sarà deserto e sotto sigilli. Nel corso degli anni la società che gestisce il campeggio ha collezionato una valanga di denuncie alla forestale, esposti alla Procura e segnalazioni alla Comunità europea. Incidenti di percorso da cui i soci sono riusciti a uscirne sempre indenni.
BAGNI CHIMICI «Abbiano i bagni chimici in ogni piazzola, spendiamo decine di migliaia di euro tra elettricità e auto spurgo, abbiamo sanato gli abusi edilizi e chiediamo solo di poterci regolarizzare». Nel tempo i caravan sono stati sostituiti con piccoli prefabbricati: 84 le richieste di condono edilizio ancora in esame negli uffici del Comune. Sant'Igori stava tentando anche di ottenere il permesso di allestire un depuratore. Il campeggio è già dotato di vasche di accumulo liquami con una capacità di 30 mila litri. «Prima del nostro arrivo questo luogo era completamente abbandonato». La vacanza è terminata, ora parte la battaglia legale.
CATERINA FIORI