"Miserere", "Stabat Mater", ma anche "Non mi giamedas Maria". È "CorosJuntos, le tradizioni popolari cantano il mistero della Pasqua", la manifestazione che apre ufficialmente la Settimana Santa nel Marghine, uno dei momenti più intensi e suggestivi dell’anno.

Le antiche chiese e i centri storici si trasformano in scenari di antichi riti quanto il tempo. Le processioni, con canti sacri e rituali tramandati da secoli, assieme ai riti, rappresentano un patrimonio culturale profondamente radicato nella storia del territorio.

Le confraternite, i costumi tradizionali, le statue della Passione e i canti  creano un’atmosfera unica, che coinvolgono l'intera comunità.

In questo contesto si colloca la manifestazione CorosJuntos, in programma a Macomer sabato sera, alle 19, nella chiesa della Santa Famiglia di Nazareth, in una iniziativa promossa dalla Fesarco, (Federazione Regionale Sarda Associazioni Corali), che vede inseme il coro Città di Macomer (diretto da Enrico Pilo) e il  coro di Bonarcado (diretto da Michele Turnu), con il patrocinio dell'amministrazione comunale, le parrocchie e la diocesi di Alghero e Bosa.

I cori eseguiranno i canti del mistero della Pasqua, che accompagna i momenti salienti della Passione, della Morte e Risurrezione di Cristo. Saranno eseguiti canti della tradizione, specifici della Settimana che precede la Pasqua, ma anche quelli che riguardano la stessa Pasqua di Risurrezione.

"L'iniziativa - è scritto nel comunicato dell'associazione Coro Città di Macomer - ha l'obiettivo di favorire lo scambio di esperienze, quindi un confronto artistico e l'ascolto reciproco tra le diverse realtà corali del territorio, ma mira anche alla promozione musicale, quale strumento di aggregazione sociale, quindi incentivare la partecipazione attiva della comunità".

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