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Thaddaeus Ropac: fried snowballs fra Duchamp e Sturtevant
17 marzo 2026 alle 08:55
Milano, 17 mar. (askanews) - Dal 17 marzo al 23 luglio 2026 Thaddaeus Ropac a palazzo Belgioioso a Milano presenta il dialogo artistico e intellettuale tra Marcel Duchamp (1887 - 1968), padre dell'Arte Concettuale, e Sturtevant (1924 - 2014), la cui pratica innovativa ha interrogato la struttura concettuale dell'arte in un mondo post-duchampiano. Riprendendo il titolo dall'ironica osservazione di Sturtevant, Dialogues are mostly fried snowballs (I dialoghi sono per lo più palle di neve fritte) riflette la propensione di Duchamp per le battute spiritose.Elena Bonanno di Linguaglossa, amministratore delegato della sede milanese della galleria Thaddaeus Ropac, ha raccontato ad askanews questo terzo dialogo. Dopo Georg Baselitz e Lucio Fontana e Valie Export e Ketty La Rocca, "siamo da Thaddaeus Ropac a Milano, abbiamo deciso di fare questo pas de deux tra Marcel Duchamp e Elaine Sturtevant. Noi rappresentiamo la Fondazione Sturtevant, l'archivio. Questa idea viene da Thaddaeus e la mostra si basa su questo concetto della ripetizione, non dell'appropriazione: un gioco tra ripetizione, differenze, interpretazione dello stesso oggetto. Abbiamo dunque accostato dei lavori di Marcel Duchamp che vengono da una collezione privata europea molto importante tra cui abbiamo uno dei lavori chiavi di Marcel Duchamp, il Bottle Rack sospeso e i lavori di Elaine Sturtevant che ha sempre lavorato sulla memoria dunque riprendendo i grandi artisti in questo caso Duchamp. Abbiamo chiesto una serie di prestiti per creare questo dialogo tra due giganti".Al centro della sala principale la straordinaria opera di Duchamp intitolata De ou par Marcel Duchamp ou Rrose Sélavy, La Bo te-en- valise (1966): il "museo portatile" curato dall'artista stesso. L'opera autocelebrativa, che apparteneva alla moglie di Duchamp, "Teeny", racchiude tre repliche in miniatura oltre a 77 riproduzioni delle sue opere, tra cui molte di quelle esposte in Dialogues are mostly fried snowballs e una fotografia del 1936 di Porte-bouteilles di Man Ray, anch'essa in mostra. Altrettanto affascinante, Duchamp Ciné (1992) di Sturtevant attira lo spettatore verso un'enigmatica manovella di un macinacaffè. Elena Bonanno di Linguaglossa l'ha descritta: "Questa opera è molto importante perché gioca a vari livelli: per primo riprende ovviamente il medium cinematografico, che un medium che sia Sturtevant che Duchamp hanno guardato, proprio perché riguarda l'interpretazione della realtà o la re- interprezzazione della realtà. Poi Elaine Sturtevant, a vari livelli riprende diversi lavori di Duchamp: si vede lei che scende, riprendendo il famoso lavoro di Duchamp, Nu descendant un escalier, ma poi nella costruzione del lavoro, riprende probabilmente il lavoro più importante di Marcel Duchamp, che è al Philadelphia Museum, che si chiama Étant donnés. Questo lavoro, sul quale Duchamp ha lavorato per ben vent'anni, è questa porta dove tu ti avvicini alla porta e c'è un piccolo buco come questo e nel buco di Marcel Duchamp hai la sua famosa amante Maria Martins che era una socialite e artista brasiliana. Nella sua opera Duchamp Cine Elaine Sturtevant invece di mettere ovviamente il corpo di Maria Martins ha messo i lavori più importanti dall'Urinal, il shovel e il Bottle Rack di Marcel Duchamp. E' un'omaggio a Marcel Duchamp".Dialogues are mostly fried snowballs mette in luce lo spirito di sovversione incessante che accomuna Sturtevant e Duchamp, entrambi fondamentalmente impegnati a sfidare e ridefinire il significato dell'arte attraverso la loro pratica. La mostra alla Thaddaeus Ropac di Milano coinciderà con la grande retrospettiva sull'opera di Marcel Duchamp che aprirà al Museum of Modern Art di New York il 12 aprile 2026.
