Terapia ormonale sostitutiva in menopausa: «Le donne la conoscono poco»
Italia si stima che solo il 5-6% delle donne in menopausa assuma la terapia ormonale sostitutiva, è tra i paesi con il più basso utilizzo in Europa. Tra le cause, la disinformazione e le paure di rischi per la salute, oggi smentiti dai recenti studi clinici. Con la terapia sostitutiva si reintegrano estrogeni e progesterone, ormoni che le ovaie smettono gradualmente di produrre nella fase della menopausa ma che sono determinanti per l'equilibrio fisiologico e il benessere generale della donna. L'obiettivo è alleviare i sintomi più comuni come vampate di calore, disturbi del sonno e dell'umore, ma si prevengono anche importanti problemi a lungo termine: osteoporosi e patologie cardiovascolari.
Non tutte le donne possono utilizzare la terapia ormonale sostitutiva, esistono alcune controindicazioni. Prima di iniziarla è necessaria un'accurata valutazione medica: visita ginecologica completa e vari esami del sangue per valutare rischi e benefici individuali.
Nel video l'intervista a Stefania Sanna, specialista in Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Monserrato.
